www.astigiano.com
# Contatti English Version
  Comuni
  Comunita' Collinari
  Comunita' Montane
  Le proloco in provincia di Asti
  Alberghi
  Ristoranti
  Agriturismi
  Osterie e Wine Bar
  Campeggi
  Altre stutture ricettive
  Botteghe del vino
  Vini
  Prodotti Tipici
  Piatti&Ricette

 

Musei
  I luoghi
  Itinerario Culturale
  Castelli
  Chiese Romaniche
  Strada del Vino
  In treno
  In autobus
  In auto
  Mappe e Cartine
 
BAGNA CAODA
Bagna CaodaDi riconosciuta origine monferrina, apprezzata ovunque, adoperata per intingervi verdure crude. Piatto completo. Né primo né secondo. Felice combinazione tra la saggezza dei vignaioli – usare i buoni ortaggi della terra e l’aglio, sempre prodotto in gran quantità sin dal Medioevo – e la furbizia degli acciugai ambulanti della val Maira, desiderosi di smerciare sempre più le loro acciughe. Ricordano alcuni storici della cucina piemontese che nacque anche come virile e maschia reazione alla cucina di casa Savoia, tutta “arrostini glassati di zucchero, profumi di essenze di rose e di viole”.
Quando non si poteva ancora acquistare, o scambiare, l’olio di oliva con i Liguri, si usava quello autoctono di noce. Ancora oggi, là dove la memoria è più forte, si butta una manciata di noci nell’olio prima di servirlo, così, per ricordare un antico sapore. Gli ingredienti ufficiali sono 36. Indispensabili olio, aglio e acciughe. L’aglio finemente tritato in pentola con l’olio e un tocco di burro, quando è sciolto si aggiungano le acciughe pulite, non lavate. Attenzione: l’olio non deve mai bollire, fiamma lentissima. Si può aggiungere un bicchiere di vino Barbera. Servita al centro della tavola in un bricco con camera sottostante nella quale si mette della brace o un fornello a spirito. La salsa deve essere sempre bella calda. Si intingono verdure cotte e crude. Finocchi, cardi gobbi, sedano, peperoni crudi e arrostiti, tapinambour, cavoli, porri… e tutta la verdura che offre l’orto. Per i veri gourmet scarpetta finale con uova e tartufi. Dimenticavamo. L’alito?. È sufficiente una passeggiata in campagna, dicono. Recita un antico detto popolare: “Non è l’odor dell’aglio che rende scostante una persona intelligente e libera ma solo la sua stupidità e prevenzione”.
Ingredienti:
2 o 3 acciughe, per ogni commensale
2 o 3 spicchi, per ognuno dei consumatori
olio alcuni cucchiai da cucina, per ciascun commensale verdure tradizionali piemontesi
Preparazione:

Esistono alcune indicazioni da seguire, per poter assaporare un'autentica "Bagna Caòda", che non si discosti dalle tradizioni degli antichi vignaioli e soddisfi nel contempo, il sapore delle verdure intinte nella Salsa
In particolare, si tratta di scegliere con attenzione gli ingredienti utilizzati: le acciughe, devono essere "acciughe rosse di Spagna" stagionate a lungo, fragranti, appena dissalate, lavate in acqua e vino, asciugate e diliscate; in abbinamento con le acciughe, è l'aglio, privato del germoglio, affettato sottilmente e lasciato, a scelta, a riposare in acqua fredda per alcune ore, per smorzarne il sapore; l'olio usato deve essere extravergine d'oliva.
In un tegame di terracotta, si pone l'aglio affettato ed asciugato, con poco olio e burro, e lo si cuoce lentamente per 30' rimestando con cucchiaio di legno, prestando attenzione, che non rosoli. L'aglio dovrà sciogliersi, formando una crema omogenea bianca e soffice; a questo punto si aggiunge altro olio ed acciughe e si cuoce l'intingolo ottenuto a fuoco lento, sino allo scioglimento delle acciughe, in amalgama con l'aglio. Particolarmente curata, dovrà essere la cottura, per ottenere una bagna caòda vigorosa e digeribile.
Si otterrà in questo modo, una salsa densa e profumata, di colore marrone chiaro
Le verdure tradizionali che accompagnano il piatto, non devono essere aromatiche (sedano, finocchio o ravanelli)
Si sceglieranno quindi, cardi gobbi di Nizza o cardi spadoni di Chieri, peperoni di Carmagnola spellati, crudi ed arrostiti, peperoni conservati in aceto e raspe, tapinambour, cavoli verdi, bianchi e rossi, cuori bianchi di insalate scarola e indivia, porri freschi, cipollotti lunghi (incisi a croce alla loro base e posti in tavola a mazzetti oppure, esposti, in tavola, immersi in un bicchiere di vino dal quale emergono, a scelta Dolcetto - Barbera - Nebbiolo) rape bianche, barbabietole rosse cotte al forno, cavolfiori lessi, cuori di cavolo lessi, cipolle al forno
Infine, piatti di patate bianche bollite avvolte nella buccia, mele, fette di zucca arrostite o fritte, fette di polenta calda - arrostita o fritta - cestini di uova fresche da strapazzare con l'ultimo cucchiaio di salsa, che rimarrà nel tegamino di coccio, al termine del consumo.

Vino cosigliato:
Barbera d'Asti, Freisa, Grignolino d'Asti,
:: torna alla pagina indice delle ricette ::
Torna indietro

 

 
Canale Multimediale Biblioteca Digitale Atlante dei vini del Piemonte
 
 
 
Copyright 2007 - www.astigiano.com - tutti i diritti riservati | CREDITI | IL PROGETTO | SALA STAMPA|