La
coricoltura, che in termine tecnico sta
per coltivazione del nocciolo, ha sempre
avuto nella Langa Astigiana e in parte
nella valle Belbo una tradizione secolare.
Da qualche anno si sta gradatamente espandendo
anche nella parte nord della provincia,
interessando centinaia di ettari. È
una coltura che produce reddito e svolge
un’ottima azione di salvaguardia
del territorio, essendo di norma collocata
in terreni marginali, dove sono difficili
altre coltivazioni. La Nocciola Piemonte,
che ha tratto molti benefici economici
e di immagine da quando nel 1993 ha acquisito
l’indicazione geografica protetta
(igp), non ha rivali al mondo per le sue
caratteristiche organolettiche. Artigiani
pasticceri e aziende dolciarie più
grandi, se vogliono proporre al mercato
i loro prodotti, dal cioccolato ai biscotti,
dalle torte ai gelati, nella fascia di
qualità medio-alta sempre più
richiesta dai consumatori, devono per
forza utilizzare questa materia prima
dal gusto e dal profumo inimitabile. Fatto
che consente alla Nocciola Piemonte di
resistere all’assalto commerciale
di quelle provenienti da altre parti d’Italia,
ma soprattutto dalla Turchia, maggiore
produttore mondiale, più a buon
mercato ma di qualità decisamente
inferiore. Da fine agosto si svolgono
in provincia di Asti tradizionali fiere
dedicate alla nocciola, che presentano
la nuova produzione locale dell’annata,
a Castagnole Lanze, Canelli, Castellero
e Settime. Se è utilissima per
produrre squisiti dolci, è indispensabile
per il torrone. Prodotto in varie versioni
da quasi tutte le pasticcerie, da quello
morbido a quello ricoperto di cioccolato,
sempre con grande attenzione alle materie
prime, il torrone conta in provincia di
Asti due produttori noti in Italia e all’estero.