Quest’anno
la consueta degustazione di vini (organizzata
dalla Condotta Slow Food delle Colline Alfieri
in collaborazione con la Condotta Slow Food
del Monferrato astigiano e Eataly) che apre
ufficialmente la Festa di Santo Stefano di
Antignano si concentrerà su vini un
po’ particolari, che stanno prendendo
sempre più piede nel panorama enologico
nazionale ed internazionale.
Per gli addetti ai lavori si chiamano “vini
naturali”: in breve sono vini prodotti
secondo metodi il più naturali possibile
sia in vigneto (dove la chimica è bandita)
sia in cantina (praticamente un succo d’uva
fermentato).
Oggigiorno le mode e le tendenze legate al
vino sono diverse e portano a cercare sempre
nuove strade e nuovi percorsi produttivi:
molte aziende, quelle che piacciono a noi
della Proloco di Antignano, quelle a conduzione
famigliare, le piccole aziende fatte da contadini
caparbi, stanno abbracciando nuove filosofie
produttive. Queste aziende vogliono legare
indissolubilmente il proprio vino al territorio
da cui nasce, alle mani che l’hanno
lavorato (poco), alla terra che ha alimentato
l’uva.
C’è chi definisce questo tipo
di viticoltura come biologica, biodinamica,
naturale: tutte parole che lanciano, però,
lo stesso messaggio di un’agricoltura
più sensibile alla protezione della
natura e al non-impiego della chimica.
Nel bicchiere questi vini sono, spesso,
come dei cavalli di razza, appena appena
domati, che sanno esprimere al meglio i
caratteri delle uve da cui derivano ma dipendono,
e molto, anche dall’andamento climatico
dell’annata e da altri fattori che
cambiano da una vendemmia all’altra.
È una filosofia enologica relativamente
recente, diffusa in Francia (molto) ed ora
anche in Italia (i due paesi più
importanti del mondo per produzione enologica)
che sta incontrando il favore del pubblico,
di quel pubblico che vuole mangiare e bere
“più pulito” e meno “pasticciato”,
per dirla con gergo popolare.
Quest’anno, quindi, vogliamo porre
l’attenzione su questo tipo di vino,
chiacchierare e degustare questi vini, per
un confronto non competitivo con l’enologia
tradizionale e per conoscerli meglio.
La degustazione di sei Vini sarà,
come usuale, condotta da esperti del settore
che accompagneranno il pubblico in un avvincente
viaggio alla scoperta di questa nuova frontiera
enologica, assaggiando vini inconsueti e
vini più tradizionali provenienti
dai territori più vocati.
Quest’anno ad accompagnare la degustazione
vi sarà anche il commento tecnico
di un importante agronomo esperto di agricoltura
biologica.
|