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Il GAL del sud Astigiano rilancia le sue idee distrettuali

APPROVATO UN PIANO DI SVILUPPO CHE RIGUARDA 40 COMUNI PER TURISMO, SERVIZI ALLA POPOLAZIONE, TUTELA DEL PAESAGGIO, SISTEMI DI QUALITÀ ALIMENTARE

Si è conclusa mercoledì 24 ad Agliano Terme la fase progettuale del Piano di sviluppo per il sud Astigiano, che si candida in Regione Piemonte alla gestione di un programma comunitario Leader per il periodo 2009-2015. Se sarà approvato questo progetto sarà la logica continuazione di quello già attuato dal 1997 al 2001 dal GAL “Leader Asti – Le colline della qualità”, con investimenti che allora superarono i 6 miliardi di lire.

Ora l'obiettivo è di programmare spese per oltre 4 milioni di euro, finanziato dalla Regione Piemonte nell'ambito del PSR in corso di applicazione. L'area su cui si attuerebbe questo piano di sviluppo comprende 40 Comuni: Agliano Terme, Belveglio, Bruno, Bubbio, Calamandrana, Calosso, Cassinasco, Castel Boglione, Castelletto Molina, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castel Rocchero, Cessole, Cortiglione, Fontanile, Incisa Scapaccino, Loazzolo, Maranzana, Moasca, Mombaldone, Mombaruzzo, Mombercelli, Monastero Bormida, Mongardino, Montabone, Montaldo Scarampi, Montegrosso, Olmo Gentile, Quaranti, Roccaverano, Rocchetta Palafea, Rocchetta Tanaro, San Giorgio Scarampi, San Marzano Oliveto, Serole, Sessame, Vaglio Serra, Vesime, Vigliano d'Asti, Vinchio.

Lo ha deciso mercoledì l'assemblea del GAL presieduta da Andreino Drago, assistito dal notaio Prima per gli adempimenti di legge, alla presenza di oltre 30 Soci tra enti pubblici e imprese. L'elaborazione del piano, tecnicamente affidata ad Elio Archimede, si è concretizzata attraverso decine di incontri e consultazioni, anche utilizzando l'esperienza progettuale dei 3 PTI operativi in zona. Soprattutto è stato importante il coinvolgimento di tutti i soggetti attivi sul territorio, dall'Ente Parchi Astigiani al Consorzio di Comuni CISA, dalla Comunità Montana Astigiana alle 3 Unioni comunali Tra Langa e Monferrato, Vigne e Vini, Valtiglione e dintorni, ai 40 Comuni partecipanti; sono impegnati nel lavoro collegiale l'Agenzia formativa Colline Astigiane di Agliano Terme, il Consorzio tra operatori turistici Langa e Astesana, la Strada del Vino Astesana, le organizzazioni agricole, artigianali e l'Unione Industriale, la Cassa di Risparmio di Asti, i tre Consorzi di tutela dei vini Asti, Barbera, Brachetto, il Comitato Dimore Storiche, la Vignaioli Piemontesi, col concorso di carattere generale di Provincia di Asti (rappresentata dall'Assessore Fulvio Brusa) e Camera di Commercio.

Il Piano di sviluppo del GAL Leader Asti si articola su 21 diverse operazioni, soprattutto attraverso bandi pubblici riservati in parte ai Comuni, in parte alle imprese, con una previsione di oltre 120 beneficiari, finanziati in diverse percentuali da risorse pubbliche, amministrate appunto dalla società con sede in Agliano Terme in regione San Rocco 80.

In sintesi il Piano prevede:

1. Interventi a favore dell'ambiente, attraverso azioni divulgative e formative, la realizzazione di un “Manuale d'uso del paesaggio viticolo collinare”, la schermatura vegetale di costruzioni estranee al paesaggio agricolo tradizionale.

2. Un'operazione integrata per il recupero di architetture esemplari della tradizione rurale, in primo luogo i casotti delle vigne: uno studio metodologico preliminare, l'attivazione di un cantiere-scuola, il restauro di alcune decine di strutture, anche approfittando della occasione normativa di accostamento di questi piccoli immobili.

3. L'attivazione di servizi integrati per la popolazione e i turisti: un servizio di trasporto pubblico a chiamata, la realizzazione di centri polifunzionali per incentivare la pratica sportiva naturalistica, la promozione dei prodotti tradizionali, le iniziative culturali.

4. Particolarmente intensi i programmi a sostegno dei prodotti agro-alimentari locali (in particolare la carne bovina di razza Piemontese, il piccolo allevamento ruspante, i formaggi caprini, la coltura dell'olivo, il miele, le castagne di Langa, il pane e i prodotti da forno, l'ortofrutta in barattolo, il cardo gobbo), sostenuti attraverso un marchio territoriale di eccellenza. Saranno finanziati soprattutto i prodotti che determinano acquisizioni di filiera, che si dotano di denominazioni protette, che partecipano a sistemi di qualità alimentare, con priorità per i progetti attuati dai produttori in forma associata. Un fiore all'occhiello potrà essere la riorganizzazione produttiva delle conserve di ortaggi e di frutta in barattolo, attraverso un sistema di filiera che definisca normative e disciplinari, tuteli le esclusive territoriali e dia nuove opportunità al lavoro femminile.

5. Infine l'indirizzo prevalente del Piano è per uno sviluppo programmato di quel turismo qualificato del gusto, che si sta affermando negli ultimi anni. Già oggi sono lievitate le capacità di accoglienza: nei 40 Comuni dell'area sono attive ben 202 strutture ricettive (61 ristoranti, 9 alberghi, 14 alberghi-ristorante, 27 B&B, 6 affittacamere, 65 agriturismi, di cui 25 solo con camere e 13 con solo ristoro, 15 pizzerie, 3 campeggi, 2 ostelli per complessive 563 camere, 13 appartamenti, 46 posti in ostello, oltre 10 mila posti a tavola). Le azioni incentivate dal Piano sono: un progetto programmatico di questo tipo di turismo, l'elaborazione di pacchetti turistici e l'introduzione di innovazioni tecnologiche, la collaborazione tra operatori, la creazione di infrastrutture ricreative e di itinerari escursionistici, una promozione collettiva del territorio.

Il presidente Andreino Drago dichiara: “Occorre riconoscere che questo territorio è molto cresciuto in questi anni, ha imparato a lavorare in sintonia tra enti pubblici e imprese private, ha espresso autentiche eccellenze produttive e turistiche, si avvia verso un'articolazione distrettuale, di cui il nostro PSL è un importante strumento operativo”.

 

 

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