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L'Antica Fiera di San Martino
è già citata negli Statuti
Medioevali canellesi. Alla manifestazione
solitamente partecipano 350 bancarelle che
prendono posizione nel centro storico dalle
prime luci dell'alba offrendo i più
svariati generi di merci.
Nella stessa domenica si tiene la Fiera
Regionale del Tartufo, uno dei più
importanti appuntamenti enogastronomici
della zona, che si svolge nel piazzale antistante
l'Enoteca Regionale di Canelli e dell'Astesana
nelle immediate vicinanze della stazione
ferroviaria e lungo Corso Libertà
che unisce il centro storico al piazzale
dell'Enoteca. Tutta l'area sarà chiusa
al traffico e animata con più di
50 bancarelle di prodotti enogastronomici
particolarmente rappresentativi. L'area
antistante l'Enoteca Regionale sarà
dedicata ai tartufi, tartufai sia liberi
cercatori che ai commercianti ed ai prodotti
che più si sposano con il tartufo.
In quest'area troveranno posto anche Associazioni
e Enti e produttori del territorio che offriranno
i propri prodotti.
La Fiera ha lo scopo di valorizzare il
tartufo bianco (tuber magnatum pico, varietà
Alba), tartufo le cui doti sono conosciute
ed esaltate da secoli e che ha meravigliato
per lungo tempo botanici e naturalisti creando
un alone di fitto mistero su questo "frutto
della terra". Aristotele gli attribuì
facoltà afrodisiache, Plutarco era
convinto che il tartufo nascesse per colpa
dei fulmini. Nell'epoca risorgimentale il
tartufo era utilizzato come mezzo diplomatico
e non è raro incontrare nelle cronache
relative al Conte Camillo Benso di Cavour
l'invio dei tartufi piemontesi ai grandi
dell'epoca.
Il nostro territorio è da sempre
terra di tartufi e si narra che nell'ottocento
i tartufi fossero talmente numerosi da venire
condotti al mercato con delle gerle. La
fiera di San Martino è sempre stata
l'occasione per commercializzare e far conoscere
i tartufi, infatti già nel 1816 lo
storico De Canis a proposito di questi scriveva
"Ella è difatti meravigliosa
cosa e ad un tempo deliziosissima vedere
come è provvista di tartuffi essa
fiera: il concorso dè forestieri
per farne compra è numerosissimo,
e da Genova specialmente se ne fanno abbondevoli
provviste, e molte volte tanti ve ne sono
che si comprano a discretissimo prezzo".
Lo slogan della fiera regionale del tartufo
è "Canelli il posto delle trifole"
infatti a Canelli il tartufo è sempre
stato chiamato "trifola" e l'unicità
di quelle trovate nel territorio sta soprattutto
nel suo profumo e nella sua capacità
di esaltare particolari piatti della nostra
tradizione.
Faranno da corona alla manifestazione la
mostra concorso del tartufo bianco organizzata
dall'Amministrazione comunale e dall'Associazione
Trifolau, mostre, incontri, cani da tartufi,
musica e spettacoli.
E' da segnalare l'interessante iniziativa
delle Scuole cittadine che mette all'asta
le "dolci trifole" prodotte dai
pasticceri del territorio abbinate ad altri
prodotti. I proventi andranno in beneficenza
a diverse associazioni ed in particolare
al Canile Consortile CO.GE.CA. di Nizza
Monferrato
Non mancheranno le degustazioni dei vini
sia nello stand dei produttori del territorio
che presso le varie Cantine Storiche canellesi
- cattedrali sotterranee (oggetto dell'interessante
progetto di candidatura per il riconoscimento
da parte dell'Unesco nell'ambito del progetto
dei paesaggi vitivinicoli del sud Piemonte)
che apriranno ai visitatori le proprie cantine.
Cantine Bosca - Via G.B. Giuliani, 21 -
tel. 0141-967711
Cantine Contratto - Via G.B. Giuliani,
56 - tel. 0141-823349
Cantine Coppo - Via Alba, 68 - tel. 0141-823146
Cantine Gancia - Corso Libertà,
66 - tel. 0141-830212
Enoteca Regionale di Canelli e dell'Astesana
- Corso Libertà, 65/a - tel. 0141-832182
Nell'ambito dello stesso progetto il Comune
di Canelli ha sviluppato una serie di itinerari
che portino i turisti a visitare oltre alle
storiche cantine canellesi - cattedrali
sotterranee anche gli incantevoli paesaggi
viticoli del nostro territorio.
"E poi giri l'angolo, alzi lo sguardo
e c'è la vigna, ci sono le colline,
c'è l'odore della terra, della campagna
che compenetra e si amalgama allo spazio
urbano. C'è un paesaggio agrario
tra i più antichi e belli del Nord
Italia, frutto di una permanenza secolare
e caparbia di molte generazioni contadine,
che per secoli, forse per millenni, si sono
consumate sulle medesime vigne, sugli stessi
poderi dai confini immutabili". Alcuni
di questi poderi si sono organizzati ed
attrezzati per ricevere visitatori ed offrire
degustazioni di prodotti del territorio,
accompagnarli nelle visite delle loro aziende
e presentare le principali attrattive dei
dintorni (valli incontaminate, vigneti fioriti,
pioppeti secolari, pozzi storici, cantine,
crottini, torri di avvistamento, chiesette
e tanti altri beni della civiltà
contadina).
Altro luogo da non perdere è il
nuovissimo "MUSA - Museo multimediale
del Sud Astigiano" - Percorso che racconta,
non solo la storia di una città e
di un territorio, ma è un vero e
proprio viaggio in più di 150 anni
di vocazione enologica italiana. Una sezione
particolarmente importante del Museo è
dedicata al Tartufo bianco con pannelli
esplicativi ed audiovisivi particolarmente
emozionanti.
(Per accedere alla visita è sufficiente
rivolgersi all'ufficio IAT - informazione
e accoglienza turistica tel 0141-820280
iat@comune.canelli.at.it. Musa è
visitabile individualmente o in piccoli
gruppi).
Da MUSA parte anche il percorso per la
visita alla Torre dei Contini (fraz. S.
Antonio) e agli incantevoli paesaggi viticoli
del territorio che si snodano lungo il percorso
segnalato che dal centro cittadino sale
sino all'antica torre, che segnava i confini
comunali e dalla quale l'occhio spazia per
360 gradi su una distesa sterminata di vigneti
a cui fanno da sfondo da un lato le Alpi
e dall'altro l'Appennino ligure.
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