Astimusica
si allunga come un elastico fino a raggiungere
le dimensioni più estese della sua
storia: 21 concerti consecutivi, dal 4 al
24 luglio, con pochissimi concerti a pagamento,
una proposta che abbraccia ogni stile musicale
(dal rock al jazz, dal folk al blues, dalla
world al progressive, dalla musica strumentale
al reggae) e un senso continuo di festa
e divertimento, senza che questo contempli
alcuna concessione alla superficialità
o al disimpegno fine a se stesso.
Se Asti è città di festival,
è fondamentale che diventi anche
essa stessa festival, ovvero luogo dove
le musiche del mondo si rincorrono come
in un carosello, dove il passato può
confrontarsi con il presente perché
è da questi scambi di carreggiata
che nascono le strade del futuro.
Per 21 giorni, piazza della Cattedrale diventerà
ombelico di suoni e culture; chi avrà
tempo e voglia di esserci tutte le sere,
avrà la fortuna di (ri)conoscere
alcuni protagonisti del nostro tempo, a
partire dal premio Oscar Nicola Piovani,
che giocherà a ping pong tra musiche
da film e omaggi a De Andrè nel decennale
della morte (il maestro scrisse con Fabrizio
le musiche di due album storici come Non
al denaro, non all’amore né
al cielo e Storia di un impiegato, che conteneva
la straordinaria Verranno a chiederti del
nostro amore).
Oltre a Piovani, Astimusica ospiterà
tre leggende della musica internazionale:
Roger McGuinn, leader dei Byrds (gli inventori
del folk rock, ovvero del folk elettrificato
con la chitarra 12 corde), che salirà
sul palco per un irripetibile concerto nudo,
nel senso che saranno solo in tre: lui,
la sua chitarra e il suo mito. Da non perdere
anche i concerti dei Wailers, il gruppo
di Bob Marley nella sua storica formazione
originale, e di Steve Hackett, otto album
con i Genesis prima di una splendida carriera
solista (chi non ricorda il suo gioco di
chitarra nel capolavoro The Musical Box?).
Il rock italiano sarà come d’abitudine
rappresentato copiosamente e nelle sue molte
sfaccettature da Piero Pelù (che
insieme agli Acquaragia Drom aggiungerà
un tocco gitano alle sue zingarate), Davide
Van De Sfroos (un mio idolo, straordinario
nel suo mescolare le ali americane con le
radici comasche e il dialetto laghée),
Velvet (che hanno appena inciso il loro
album più bello, Nella lista delle
cattive abitudini), Massimo Priviero (che
ha appena festeggiato i vent’anni
di carriera), Ginevra Di Marco, Giorgio
Canali e Marta sui Tubi.
Si farà festa con i Casino Royale,
si sentirà un po’ di grande
freddo con i Dik Dik e con gli Osanna, si
colorerà la notte di nero con il
blues di Ronnie Baker Brooks e della Blues
Explosion, si farà girare il mappamondo
con i Besh O Drom (ungheresi) e i Kassara
(dal ventre di Madre Africa). Ci si inchinerà
davanti alla voce e al talento di Dana Fuchs,
alla storia drammatica e commovente di John
Trudell e davanti a due degli astigiani
illustri nel mondo: Gianni Basso e Dino
Piana.
Si farà quel che si deve fare con
la musica, quando è giusta e di qualità:
viaggiare altrove, senza dimenticare dove
ci si trova: Asti, città festival.
PROGRAMMA DELLE SERATE
Sabato 4 luglio Casino Royale
I Casino Royale sono un gruppo musicale
italiano formatosi a Milano nel 1987, autori
di un percorso musicale sempre in evoluzione,
partito dai primi lavori (Soul of Ska, Jungle
Jubilee e Ten Golden Guns) orientati allo
ska ed al reggae e con testi in inglese.
Nel disco del 1992 Dainamaita passano al
cantato in italiano ed a contaminazioni
con l'hip hop e con un rock di matrice black
Dopo aver pubblicato altri due album (Sempre
più vicini prodotto dall'inglese
Ben Young e CRX) prodotto da Tim Holmes
poi leader dei Death in Vegas e un live
(1996: Adesso!) con contaminazioni hip hop
ed elettroniche, Giuliano Palma abbandona
il gruppo per dedicarsi insieme ai Bluebeaters
ad un progetto di rivisitazioni ska di brani
famosi. Alioscia rimane così l'unica
voce del gruppo. Dopo aver pubblicato alcuni
singoli sul sito ufficiale, nel 2006 viene
pubblicato il nuovo disco del gruppo, Reale,
prodotto da Howie B e prima pubblicazione
dopo CRX del 1997. A quasi un anno di distanza
tornano con "Not in the Face":
una versione in chiave dub-dance di "Reale"
realizzata da Howie B. Ultima pubblicazione
è "Royale Rockers the Reggae
Session" una antologia di undici brani
del gruppo riarrangiati e risuonati in chiave
reggae anni settanta. Su questo lp è
presente un brano inedito "Cosmic Sound"
in cui appare Michael Campbell in arte Mickey
Dread storico conduttore radiofonico, cantante
e produttore giamaicano che ha collaborato
in passato con i The Clash.
Domenica 5 luglio Roger Mc Guinn
+ Ettore Giuradei
Roger Mc Guinn fu il fondatore del gruppo
musicale The Byrds nella prima metà
degli anni sessanta, gruppo che comprendeva
anche personaggi del calibro di David Crosby
e Gene Clark. La sua tipica voce nasale,
assieme al particolare sound della sua chitarra
Rickenbacker modificata personalmente, caratterizza
i primi album del gruppo, scioltosi nei
primi anni settanta dopo aver contribuito
alla crescita del folk rock americano e
aver introdotto il rock psichedelico con
brani di notevole successo, tra i quali
si segnalano "Turn, Turn, Turn"
e "Eight Miles High". Mc Guinn
ha proseguito la sua carriera fino ai giorni
nostri, con alterni risultati e successi.
Ettore Giuradei nasce il 30 marzo 1981 a
Brescia. Nel 1998 inizia a scrivere canzoni.
Dal 2001 lavora come attore per la compagnia
Teatro Distratto con la quale mette in scena
diversi spettacoli di Teatro Comico. Nel
2004 inizia a lavorare, con il fratello
Marco Giuradei al primo disco "Panciastorie"
che esce nel 2006, e vince il Premio Nuova
Canzone d'Autore e arriva in finale al Premio
Fuori dal Mucchio 2006 e al Premio De Andrè
2006. A fine 2006 con Marco Giuradei si
lancia nell'Acustico Panciastorie Tour,
partecipa a Sanremo Off e vince il Premio
25 Aprile a Latina con il brano "La
Zingara". A settembre debutta con lo
spettacolo comico/surreale "CabaretGodot".
Dopo un anno di concerti e 7 mesi di prove
ad ottobre 2007 inizia le registrazioni
del secondo album "Era che così"
che esce nel 2008. A novembre 2008 viene
invitato al Premio Tenco di cui è
rivelazione assoluta e, pochi giorni dopo
vince il premio M.E.I. d’autore, assegnato
al miglior esponente dei festival d’autore
italiani.
Lunedì 6
luglio Dik Dik
Prima Dreamers, poi Squali, esordiscono
nel mercato discografico con l'etichetta
Ricordi come Dik Dik nel 1965 col singolo
1-2-3 (cover di 1-2-3 di Len Barry); sul
retro del 45 giri c'è una canzone,
intitolata Se rimani con me, scritta da
un ancora sconosciuto Lucio Battisti, che
non ha ancora incontrato il paroliere Mogol.
Agli inizi dell'anno successivo, Mogol fa
ascoltare a Pietruccio Montalbetti una canzone
che, appena uscita negli Stati Uniti, sta
riscuotendo un successo clamoroso: California
Dreamin' dei Mamas and Papas; l'impasto
delle voci, la melodia trascinante e le
soluzioni musicali (con l'assolo di flauto
al termine della seconda strofa) colpiscono
Montalbetti, che convince Mogol a scrivere
un testo in italiano. Mogol si mantiene
abbastanza fedele al testo originale, lasciando
inalterato il desiderio del caldo di Los
Angeles che nasce da una fredda realtà
evidenziata dal cielo grigio su e dalle
foglie gialle giù.
Anche in Italia, con il titolo Sognando
California la canzone riscuote un successo
clamoroso (nella hit parade di Lelio Luttazzi
la canzone rimane stabile per settimane
al secondo posto, superata solo da Strangers
in the Night di Frank Sinatra). Da allora
si susseguono i 45 giri di successo: sempre
nel 1966, Il mondo è con noi (ancora
una cover dei Mamas and Papas, con sul retro
Se io fossi un falegname, versione italiana
di If I were a carpenter di Tim Hardin),
nel 1967 Inno (cover, sempre ad opera di
Mogol, di Let's go to S.Francisco dei The
Flower Pot Men), Senza luce (cover, sempre
ad opera di Mogol, di A Whiter Shade of
Pale dei Procol Harum, con la celebre intro
di organo hammond), con la quale raggiungono
il primo posto nella Hit Parade; nel 1968,
Il vento (ancora di Mogol e Battisti, con
sul retro una versione italiana di The mighty
Quinn di Bob Dylan ancora opera di Mogol)
l'anno seguente, Il primo giorno di primavera.
Sempre nel 1969 presentano al Festival di
Sanremo Zucchero, in coppia con Rita Pavone.
Al festival tornano l'anno dopo con Io mi
fermo qui; altro successo dello stesso anno
è L'isola di Wight; poi Vendo casa
(1971, ancora di Mogol e Battisti, che partecipa
alla registrazione), Viaggio di un poeta
(1972), di nuovo prima a Hit Parade, Storia
di periferia (1973), Help me (1974). Non
così fortunata è la loro carriera
a 33 giri: dopo tre raccolte assemblate
con i singoli di successo più qualche
inedito (pubblicate rispettivamente nel
1967, 1969 e 1970) nel 1972 i Dik Dik danno
alle stampe il primo album originale, dal
titolo Suite per una donna assolutamente
relativa, un esperimento di rock progressivo.
Dopo aver pubblicato Help me e, nel 1975,
Volando (una bella cover di "Sailing"
di Rod Stewart), il gruppo vive un periodo
di appannamento sul lato discografico. Dopo
qualche singolo di successo come Laser vivente
(1980) e Giornale di bordo (1982), nel 1983
esce il singolo "L'amico mio/Compagnia"
dove il gruppo è ormai ridotto al
terzetto originale, un anno dopo è
la volta di un rifacimento reggae di Senza
Luce pubblicato nel singolo "Senza
Luce...reggae/Alza la vela (al vento)".
Nel 1985 parteciperanno al progetto "Musicaitalia
per l'Etiopia" incidendo con altri
artisti Nel blu dipinto di blu (Volare).
Nel 1993 a calcano nuovamente il palco del
Festival di Sanremo insieme ai Camaleonti,
altro gruppo storico degli anni sessanta
e settanta, e a Maurizio Vandelli, ex-voce
degli Equipe 84, con la canzone Come passa
il tempo, che pur venendo esclusa dalla
finale avrà un buon esito commerciale.
Da allora hanno continuato ad apparire in
trasmissioni televisive, fare concerti in
giro per l'Italia e pubblicare nuovi lavori
di buon successo. Per i chitarristi, una
curiosità importantissima: adesso
i Dik Dik, dal vivo, suonano con le chitarre
accordate mezzo tono sotto come Jimi Hendrix,
Steve Ray Vaughan ed altri maghi della sei
corde!
Martedì
7 Luglio Dana Fuchs + Jobi 4
Dana Fuchs ha una rude intensità,
una vocalità appassionata, testi
diretti e onesti e una presenza scenica
dirompente e dominante. con forti radici
nel blues, gospel e rock, la cantante di
New york lascia il suo pubblico senza parole
ad ogni suo passaggio. Il 25 marzo 2008
Dana realizza il suo primo cd Dana Fuchs
Live in NYC presentando una lista di temi
blues e roots-rock tratta dal suo cd di
debutto indipendente Lonley for a longtime.
Insieme al cd, un DVD dello show mostra
l`incredibile talento di Dana dal vivo durante
lo spettacolo sold-out al leggendario New
york`s BB Kings, nel quale è stato
registrato:il suo tour di debutto parte
con 3 concerti consecutivi in tutto esaurito!
Dana ha suonato e supportato live alcuni
tra i nomei più leggendari del rock
e del blues e nel musical di Broadway “Love,
Janis” è la cantante principaale
nel ruolo di Janis Joplin. Lo spettacolo
è stato un successo strepitoso e
il famoso regista Julie Taymor l`ha selezionata
tra i protagonisti di Across the Universe
in cui Dana interpreta il ruolo di Sadie,
l`aspirante rock star, nel film dedicato
ai successi dei Beatles.
Jobi4 è un progetto nato nel 2008,
dopo che Johannes Bickler finalmente trova
la voce e la personalità che cercava
per le sue canzoni: Federica Caiozzo. Quando
Johannes decide di andare in studio per
registrare, chiede a Fabio Visocchi e Cesare
Pizzetti - due talentati musicisti dell’ambiente
jazzistico - di partecipare al progetto.
Tutti insieme provano tre giorni e registrano
in uno e mezzo e tutto sembra funzionare
nel modo migliore…Il risultato è
sorprendente!
Mercoledì 8 Luglio Blues
Explosion
Quattro leggende del blues insieme sullo
stesso palco:
TEXAS SLIM Chitarrista nato e cresciuto
a Dallas, è uno dei veterani della
scena blues texana. Il suo suono cristallino
ed il songwriting agile ed impeccabile hanno
contribuito a creare una piccola leggenda
attorno al suo nome..Un sound che si rivela
ancora capace di colpire diretto al cuore
tutti gli amanti del blues.
R.J.MISCHO La carriera di RJ. Mischo, armonicista
e cantante, ha inizio più di vent’anni
fa a Minneapolis. Lì inizia a lavorare
con le grandi leggende della scena blues
locale come Muddy Waters, Mojo Budford,
che diventa suo mentore, Sonny Rogers, Percy
Strothers e Milwaukee Slim. Grande cantante
dalla voce potente e swingante R.J. ha il
raro dono dell’immediatezza, cioè
che si coglie subito la sua statura artistica,
e il suo fraseggio all’armonica è
certamente grande.
E.C.SCOTT L’incredibile, potente e
fantastica vocalist di Oakland Diva del
blues e del R&B, possiede una voce calda
ed invitante, dolce e sensuale un momento
e sfacciata e sexy il momento successivo.
E’ in grado di ipnotizzare una folla
con un sussurro e di scatenarla in un delirio
sfrenato subito dopo.
SONNY RHODES torna in Piazza Cattedrale
la leggenda del Blues Texano. Nell'olimpo
del blues Sonny Rhodes siede accanto ai
pochissimi "grandi"rimasti dell'ultima
generazione. Un chitarrista versatile dotato
di una voce ruvida e di una reale passione
per la sua musica; Sonny suona la chitarra
e la " lap-steel guitar " strumento
tipicamente texano, che ha rinforzato la
sua originalità interpretativa, producendo
sonorità che ipnotizzano e stimolano
la curiosità degli ascoltatori, uno
strumento che dà alla sua musica
un suono unico e coinvolgente .
Giovedì 9 luglio Davide Van
De Sfroos
Inizia con le prime esperienze musicali
nei Potage, gruppo di ispirazione punk.
Dopo le prime esperienze da solista forma
una band, i De Sfroos, che sfoceranno nella
pubblicazione di Ciulandàri! e Viif,
con l'uso originale della variante comasca
del lombardo nei testi in rigoroso dialetto
laghée.I De Sfroos si confermeranno
definitivamente con la pubblicazione di
Manicomi, contenente alcune famosissime
canzoni come La curiera. Nel 1996 si sciolgono.
Nel 1997 viene pubblicato il primo libro
di Bernasconi: Perdonato dalle lucertole
e si ripresenta sulla scena musicale capitanando
la Van de Sfroos Band. L'anno successivo
esce Brèva e Tivàn (in lingua
locale, nomi di due venti che soffiano sul
lago di Como), un'opera che porterà
la critica ad interessarsi di lui; nel 1999
gli viene assegnato il Premio Tenco come
migliore artista emergente. Contemporaneamente
viene pubblicato Per una poma, mini cd in
cui riscrive in modo tutto particolare e
scanzonato la storia di Caino e Abele, di
Noè e di Adamo ed Eva. Nel 2000 Bernasconi
dà alle stampe il secondo libro,
Capitan Slaff, opera che sarà poi
anche rappresentata con successo in teatro.
Due anni dopo la critica riconferma il suo
giudizio positivo assegnandogli la Targa
Tenco 2002 per il miglior album in lingua
locale. Nel 2001 esce il nuovo album di
inediti E semm partii che vince la Targa
Tenco per il miglior disco in dialetto e
arriva a vendere più di 50.000 copie.
Nel 2002 viene pubblicato Laiv, un doppio
album registrato, come dice il titolo, dal
vivo e contenente 4 inediti. Nel 2003 vede
la luce Le parole sognate dai pesci, edito
da Bompiani. L'ultima fatica letteraria
di Davide è del 2005, sempre edita
da Bompiani Il mio nome è Herbert
Fanucci. Nel 2005 registra e pubblica un
nuovo album in studio, Akuaduulza. All'uscita
di questo disco seguono molti concerti dai
quali Davide Van De Sfroos trae il materiale
contenuto nel DVD Ventanas, uscito nel 2006.
L'8 febbraio 2008 è infine uscito
il suo ultimo album registrato in studio,
intitolato Pica! L'album si è attestato
al 4° posto dei dischi più venduti
in Italia nella settimana di uscita, rimanendo
in classifica per 14 settimane. Il disco
riscuote un enorme successo commerciale
e di critica. Con Pica! Davide vince la
sua seconda Targa Tenco come miglior disco
in dialetto.
Venerdì 10 luglio Nicola
Piovani Quintetto
Pianista, compositore e direttore
d’orchestra, Nicola Piovani è
stato allievo del musicista greco Manos
Hadjidakis. Risale al 1968 la sua prima
colonna sonora. Il debutto in un lungometraggio
avviene l’anno successivo con N.P.
Il segreto di Silvano Agosti. Con la colonna
sonora di La vita è bella di Roberto
Benigni vince il premio Oscar. Riceve inoltre
tre David di Donatello (per Ginger e Fred
di Fellini, Caro diario e La stanza del
figlio di Moretti), quattro premi «Colonna
sonora», due Nastri d’argento
e due Ciak d’oro. Con L’équipier
di Philippe Lioret ottiene la «nomination»
al César, il premio del pubblico
e la menzione speciale della giuria al festival
«Musique et cinéma» di
Auxerre. Sin dall’inizio affianca
al lavoro nel cinema quello per il teatro,
scrivendo musiche di scena per gli allestimenti
di Carlo Cecchi, Luca De Filippo, Maurizio
Scaparro, Vittorio Gassman. Nel 1989, con
Luigi Magni e Pietro Garinei, crea per il
Teatro Sistina la commedia musicale I sette
re di Roma, protagonista Gigi Proietti.
Come autore di canzoni, negli anni Settanta
compone a quattro mani con Fabrizio De André
gli album Non al denaro, non all’amore
né al cielo e Storia di un impiegato.
Nel 1995 scrive tre canzoni per il tour
teatrale di Roberto Benigni, fra le quali
Quanto t’ho amato.
Alla fine degli anni Ottanta inizia il sodalizio
artistico con lo scrittore Vincenzo Cerami.
Insieme Piovani e Cerami fondano la Compagnia
della luna, con l’intento di dare
vita a un genere di teatro che in quel momento
non trova spazio sulle scene italiane; un
teatro dove musica e parola abbiano pari
dignità e si sostengano a vicenda.
I primi frutti di questa collaborazione
sono La cantata del Fiore e La cantata del
Buffo: le due opere, unite in un unico spettacolo,
vengono presentate per quasi duecento repliche
nei teatri di tutta Italia. Seguono Il signor
Novecento (1992) e Canti di scena (1993).
In quest’ultimo allestimento, replicato
per sei stagioni, i due autori sono presenti
in palcoscenico, con la complicità
di un piccolo ensemble orchestrale, di tre
cantanti e dell’attrice Norma Martelli.
In Romanzo musicale (1998) Cerami e Piovani
raccontano i miti della classicità
visti con gli occhi dell’uomo contemporaneo.
Nel 2000 debutta Concerto fotogramma: uno
spettacolo in cui Piovani compendia e traveste
in forma teatrale trenta anni di creazioni
per il cinema. Tre le opere concepite per
un organico strumentale più ampio.
Nel 1998 viene eseguita per la prima volta
al Teatro Mancinelli di Orvieto La Pietà,
Stabat Mater per voce recitante, due cantanti
(soprano di coloratura e voce soul) e un’orchestra
di ventitré elementi. Nella Pasqua
del 1999, su invito delle autorità
palestinesi, La Pietà viene offerta
alla cittadinanza di Betlemme come messaggio
di pacificazione ai popoli della Terra Santa;
nel 2004 è riproposta in una doppia
rappresentazione nel territorio palestinese
di Betlemme e in quello israeliano di Tel
Aviv. L’isola della luce è
una partitura per voce recitante, due cantanti
e orchestra su testi di Omero, Sicilo, Byron,
Einstein, Seferis, l’Ecclesiaste,
Mesomede da Creta e di Vincenzo Cerami.
È nata nel 2003 su commissione del
governo greco per essere eseguita fra le
rovine dell’isola di Delos.
Nel 2006 la Cgil commissiona a Cerami e
Piovani La cantata dei cent’anni,
per celebrare un secolo di storia della
confederazione sindacale. In precedenza
un’altra commissione, quella del Théâtre
National de Chaillot, aveva permesso la
nascita di Concha Bonita: una forma di spettacolo
che si colloca a metà strada tra
l’opera e la commedia musicale, composta
da Piovani su libretto di René de
Ceccatty e Alfredo Arias, applaudita dal
pubblico parigino nella stagione 2002-2003.
L’edizione italiana di Concha Bonita
va in scena nei nostri teatri da più
di tre anni. Fra le tante esecuzioni sinfoniche
di musiche da film se ne segnalano due:
quella di Johannesburg nel 1994, che per
la prima volta nella storia del Sudafrica
ha unito in palcoscenico un’orchestra
di strumentisti bianchi e una cantante di
colore; quella al Festival di Cannes nel
2002, in occasione di una «Leçon
de musique» che Piovani ha dedicato
alla musica nel cinema di Fellini. Il 26
marzo 2007, a Mumbai, in occasione della
fiera “Frames” – la più
importante Convencion indiana – l’Associazione
Filmitalia invita Piovani con il suo Quintetto
a rappresentare l’Italia. Nasce così
Piovani in Quintetto che da quella data
continua a girare in Italia e all’estero.
L’11 dicembre del 2007 nell’Aula
Magna dell’Università La Sapienza
di Roma, nel calendario dell’Istituto
Universitario Concerti, debutta EPTA, suite
orchestrale per sette musicisti che eseguono
un ciclo di sette movimenti, scanditi da
sette interventi di voci registrate che
recitano frammenti di varia derivazione
ispirati al numero sette, al suo fascino
nella tradizione poetica, mitologica, biblica
e nella matematica antica e contemporanea.
Ognuno dei sette brani ha uno strumento
principale che, da prim’attore, dialoga
con gli altri sei. Nel 2007 Nomination al
premio Césars per la musica del film
L'Equipier. Nel 2008 è stato nominato
Chevalier dans l'ordre des Arts et Lettres
dal Ministro francese della Cultura.
Sabato 11 luglio
The Original Wailers
Tornano in tour Europeo The Original Wailers
proseguendo lo spirito e l’influenza
musicale create da Bob Marley, e portate
oggi avanti da Junior Marvin e Al Anderson,
unitisi alla band negli anni 70 e oggi unici
legittimi eredi. Il nome Wailers inizialmente
era del gruppo guidato da Bob Marley, Peter
Tosh e Bunny Livingston a metà degli
anni ’60, quando il sound ska dominava
la musica giamaicana. Alla fine di quel
decennio il trio si allarga e inizia a conquistare
la prima scena reggae, registrando hits
per il produttore Lee “Scratch”
Perry. Bob Marley e The Wailers avrebbero
poi scritto la storia della musica vendendo
più di 250 milioni di dischi in tutto
il mondo. Junior Marvin incontra Bob Marley
nel febbraio del ‘77 e si unisce alla
The Wailers band, continuando, dopo la morte
di Marley, a portarne avanti la musica pubblicando
gli album ID, Majestic Warriors, Jah Message,
and My Friends. Dopo una pausa per dedicarsi
alla carriera solistica nel 1997, con l’album
Wailin’ For Love del 2007, Junior
è tornato di nuovo in tour con The
Original Wailers. Al Anderson si è
unito alla band di Marley negli anni 70,
prima dell’album Natty Dread, registrando
poi 14 album insieme e nei vari tour dal
vivo sino al 1980, quando lasciò
il gruppo per collaborare con Peter Tosh.
L’album più notevole, per la
parte inconfondibile di slide-guitar, rimane
l’album del 1975, Bob Marley &
The WailersLive!, registrato a Londra. Ad
oggi The Original Wailers, capitanati dai
due chitarristi, rimangono la band di reggae
che non può essere eguagliata per
profondità e qualità dei loro
brani celebri: il loro richiamo ancora unisce
folle in tutte le parti del mondo.
www.myspace.com/originalwailers
www.blueskypromotion.it/home/theoriginalwailers.htm
Domenica 12 luglio Marta sui Tubi
+ Eva Mon Amour
I Marta Sui Tubi nascono come duo, formato
da Giovanni Gulino e Carmelo Pipitone. Originari
di Marsala si trasferiscono per qualche
anno a Bologna. All'inizio del 2004 tutta
la stampa musicale ha accolto il disco d’esordio
"Muscoli e Dei" come un capolavoro
e i Marta sono impegnati in una fitta tournee
in giro per i palchi di tutta Italia. A
coronamento di un esordio folgorante, al
MEI 2004 i Marta vengono premiati come miglior
gruppo indipendente italiano. Dopo oltre
100 date live, i Marta sui Tubi si fermano
e, nel 2005, entrano in studio con Marco
Tagliola, già produttore di artisti
del calibro di Vinicio Capossela e Nada.
E' ad ottobre 2005 che il secondo album
vede la luce: intitolato “C'è
gente che deve dormire” (V2/Eclectic
Circus). Con la critica che accoglie con
entusiasmo il disco ed il pubblico in crescita
esponenziale, comincia il lungo tour di
"C'è Gente Che Deve Dormire"
che supera le 150 date. Indimenticabile
l'esibizione sottozero in Val Senales in
un igloo a 3200 metri suonando strumenti
scolpiti nel ghiaccio. A inizio 2008 i Marta
sui Tubi aprono la loro etichetta “Tamburi
Usati” e pubblicano “Nudi e
Crudi”: un DVD+CD audio che contiene
le registrazioni di diversi concerti e anche
il singolo “L'Unica Cosa”, anticipazione
del nuovo album e partono con un nuovo tour.
Il nuovo disco dei Marta sui Tubi si intitola
“Sushi & Coca” , ambizioso
e sperimentale.
Dopo l’uscita dalla
band di due elementi, i componenti rimanenti
dei Cappello a Cilindro, (sicuramente una
delle band rivelazione degli anni scorsi
con due Primo Maggio alle spalle, centinaia
di live e dischi osannati), hanno sentito
la necessità di identificarsi in
un nuovo nome rinnovando il progetto fin
dalla radice. Emanuele Colandrea, Corrado
Maria De Santis, Fabrizio Colella e Matteo
Scannicchio, si presentano con nuove sonorità
e una nuova formazione, con il nome di Eva
mon Amour. Un nome che evoca l‘amore
in senso totale, l’amore per la prima
donna che è stata oggetto d’amore
per un uomo. Un amore in tutte le sue sfaccettature.
Il loro album Senza Niente Addossotestimonia
la voglia di essere autentici, puri ed onesti.
Un disco di una lunga e laboriosa lavorazione
durata oltre un anno e svolta a più
riprese e in molteplici location, tra cui
le Officine Meccaniche a Milano e il Metropolis
Studio di Londra, presentato in numerosissimi
live, fra cui quello dell’Heineken
Jammin’ festival. Indi è il
singolo che ha spopolato insieme al relativo
video: sound elettrico, istintività
e sudore. Da qui la scelta di registrare
in presa diretta per lasciare intatte sia
queste caratteristiche che l’immediatezza
dei suoni, come anche il trascorrere a perdifiato
del testo, quasi a voler inseguire a parole
l’indipendenza nelle sue molteplici
manifestazioni.
Lunedì 13
luglio Ronnie Baker Brooks Band
Ronnie Baker Brooks è il figlio del
grande bluesman Lonnie Brooks. Calca per
la prima volta il palcoscenico a nove anni
ed entra nella band del padre nel 1986 e
si realizza come chitarrista, cantante e
compositore. Ronnie suona per la prima volta
da solo nel 1992 al Festival di New Orleans,
sostituendo il padre malato. Ha suonato
sul palcoscenico con molti giganti del blues:
Albert Collins, Steve Ray Vaughan, Luther
Allison e Buddy Guy. Ha lavorato con molti
artisti: Junior Wells, Eric Johnson, Johnny
Lang, Slash, Kenny Wayne Shepherd e Keb
Mo. Ronnie è la nuova stella del
"Power Blues", come lui ama definire
la sua musica che è stata influenzata
da Jimi Hendrix, Steve Ray Vaughan, Albert
Collins, Muddy Waters, ma soprattutto da
suo padre che considera in assoluto il suo
mentore!
Martedì 14 luglio Piero Pelù
& Acquaragia Drom
Il rocker fiorentino si esibirà insieme
ai gitani Acquaragia Drom. Lo spettacolo
si chiama “Acqua Santissima –
Rock ‘n’ rom”. Si tratta
anche di qualcosa di più di uno spettacolo
ma di un vero e proprio progetto progetto
musicale sul tema del viaggio che è
“visto dal punto di vista del popolo
Rom che più di ogni altro rappresenta
l’ anima viaggiatrice della musica
e della creatività”. Così
Pelù e i gitani portano sul palco
i brani della tradizione manouche e i successi
dell'artista fiorentino, il tutto riarrangiato
. Un vero e proprio viaggio nei ritmi poliedrici
della musica che prende per mano gli spettatori,
accompagnandoli lungo la grande notte della
creatività.
Pelù è cresciuto a Firenze.
Diventa il frontman di una band liceale,
i Mugnions, poi si unisce, insieme ad Antonio
Aiazzi, ai Litfiba fondati da Ghigo Renzulli,
Gianni Maroccolo. L'attività nella
band inizia nel 1980, ma la svolta artistica
si ha nel 1982 grazie alla vittoria del
Festival Rock di Bologna con la quale incidono
il singolo "Luna/La preda". Seguono
numerosi altri Ep ma il vero e proprio album
arriva solo nel 1985, questo si intitolava
Desaparecido. Dopo è la volta del
doppio LP 17 Re ancora oggi considerato
da molti uno dei più grandi dischi
della storia del rock italiano. Gli anni
della grande notorietà dell'accoppiata
Pelù-Renzulli e dei nuovi Litfiba
sono quelli che vanno dal 1991 al 1999.
Pelù firmò tutti i testi delle
canzoni contenute negli album pubblicati
in quel periodo, ossia El Diablo, Terremoto,
Spirito, Mondi Sommersi e infinito. Il debutto
di Pelù da solista è nel 1999,
quando è ancora impegnato nella promozione
del disco e nei preparativi del tour con
i Litfiba, con il singolo Il mio nome è
mai più firmato LigaJovaPelù.
Lo stesso anno incide con Mina Stay With
Me, una cover - in italiano - di Stay delle
Shakespears Sister . È invece del
2000, "Né buoni né cattivi.
In seguito ha pubblicato U.D.S. - L'uomo
della strada (2002) già disco di
platino ancora prima di essere pubblicato,
il 100% Live, EP del 2003 con quattro tracce
live tratte dal "Né buoni né
cattivi tour", e Soggetti smarriti
(2004) che chiude la "trilogia dei
sopravvissuti". Pochi mesi più
tardi pubblica il dvd "Tra cielo e
terra",contente un concerto live davanti
a 40.000. È del 2005 la raccolta
Presente, contenente i suoi principali successi
più due pezzi inediti. Nel 2007 esce
in esclusiva per MTV un album dal vivo dal
titolo MTV Storytellers. Nel 2008 esce "Fenomeni"
.
Mercoledì 15 luglio Kassama
– Watinoma (Burkina Faso)
Hado Ima è attualmente un musicista
ben conosciuto in Burkina Faso, paese dove
la cultura, la musica e la danza hanno aspetti
artistici straordinari oltre ad un legame
fortissimo con il vivere quotidiano. Hado
è di etnia Mossi e la sua musica,
ne ripercorre la tradizione; polistrumentista,
compositore di Kora, maestro di djembé
e doumdoumbà, suona anche le calebasse
(zucche africane tipiche della musica tradizionale
del suo popolo) e il flauto. Nel 1987 fonda
il gruppo Watinoma che significa “Accoglienza”
, figli di Griot, voci della cultura tradizionale
e unici conservatori della storia del Burkina
Faso, si impegnano in un progetto di salvaguardia
della tradizione orale e musicale del loro
popolo, nell’intento di diffondere
le radici profonde della loro cultura anche
oltre confine. Watinoma presenta uno spettacolo
di musica, canti e danze, che pur rimanendo
fedele alle origini viene rielaborata secondo
suggestioni attuali. Le sonorità
sono molto varie e alternano pezzi cantati,
che riecheggiano l’atmosfera del deserto,
accompagnati dalla dolce melodia della Kora
sul sottofondo ritmico delle calebasse,
a pezzi di percussioni tribali molto coinvolgenti,
dove il ritmo non è fine a se stesso
ma si scompone per diventare linguaggio
sonoro, riprendendo la funzione originaria
di parola per comunicare attraverso il tamburo.
Giovedì 16 luglio Ginevra
Di Marco
Agli inizi degli anni Novanta canta nel
gruppo degli ESP, di cui fa parte anche
Orla poi chitarrista della Bandabardò.
Ma il successo arriva nel 1993 quando partecipa
come ospite nel disco Ko de mondo dei CSI.
Le sue qualità vocali la fanno subito
notare, e già dal seguente disco
In quiete, registrato dal vivo, la si può
considerare prima voce al fianco di Giovanni
Lindo Ferretti, cantante del gruppo. Nel
frattempo, dal 1999, avvia una parallela
carriera solista con la collaborazione di
Francesco Magnelli, anch'egli componente
dei CSI, nonché compagno di vita.
L'album, concluso nello stesso 1999, è
una produzione insolita, che vede Ginevra
rimusicare dal vivo le immagini del film
muto Il fantasma dell'opera del 1920 (con
Lon Chaney). Sempre nel 1999 si ha l'esordio
completamente solista Trama tenue. Ha inoltre
varie collaborazioni con Max Gazzè
e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, collaborazione
che troviamo anche nello stesso Trama tenue.
Nel 2001, allo scioglimento dei CSI, Ginevra
continua la collaborazione con i componenti
del gruppo attraverso il nuovo progetto
PGR. In questo nuovo gruppo, Ginevra cura
personalmente molte delle linee melodiche
dei testi scritti da Ferretti. Come lo stesso
Ferretti ammette, la voce di Ginevra è
di gran lunga musicalmente più educata,
e pertanto egli stesso inizia a comporre
testi pensati maggiormente per la voce di
lei. Nel 2004, assieme a Magnelli, lascia
i PGR per seguire altre direzioni, proseguendo
la sua carriera solista con "Disincanto"
(2005) e "Stazioni lunari prende terra
a Puerto Libre" (2006) con il quale
inizia la sua ricerca fra i canti dal margine
della Storia, un mondo profondo e dimenticato,
ripreso anche nel nuovo album "Donna
Ginevra" (2009): Romania, Ungheria,
Grecia, i Balcani, gli Slavi, i Rom, il
Portogallo, la Bretagna, il Messico, il
Cile, gli italiani del Sud e quelli di Toscana.
Arrangiamenti e rivisitazioni (realizzati
con il fondamentale apporto di Francesco
Magnelli) volti a coinvolgere il pubblico
con il calore ed il sapore delle feste di
paese, delle danze, della musica cantata
dalla gente.
Venerdì 17 luglio Velvet
+ Luciano Ferrante & Le Forbici
Velvet è la storia di quattro artisti
che inizia a Roma nel 1998. Nel 2001 i Velvet
partecipano alla 51ª edizione del Festival
di Sanremo con “Nascosto dietro un
vetro”. Pochi mesi dopo viene pubblicato
“Versomarte” (Emi, 2001).Nell’estate
2001 arriva la consacrazione del grande
pubblico con l’ironia della hit “Boyband”.
Inizia per i Velvet il momento d’oro:
partecipazioni a grandi eventi e alle più
importanti trasmissioni tv, due nomination
nelle categorie “Miglior gruppo”
e “Miglior rivelazione” agli
Italian Music Awards. Dall’incontro
del 2002 tra i Velvet e Edoardo Bennato
nasce una nuova versione di “Una settimana,
Un giorno”, brano che anticipa l’uscita
del secondo album della band, “Cose
Comuni” in cui il sound Velvet si
evolve verso un rock più convinto
e maturo. Nel 2004 prende vita “10
Motivi” (Universal): il disco tormentato
e colmo di risentimento. “Dovevo dirti
molte cose” partecipa a Sanremo e
viene definita da alcuni critici la “canzone
del decennio”. I Velvet diventano
protagonisti di acclamati concerti e piazze
colme per eventi come Mtv Day, Primo Maggio,
Cornetto Free Music Live, LIVE 8. “Tutto
da rifare” che anticipa “Velvet”
(Universal, 2007), quarto album della band
che include un omaggio al maestro della
musica inglese: lui è John Lennon,
la cover è Beautiful Boy. Nell’agosto
del 2008 la band rientra in studio affrancandosi
da qualsiasi influenza esterna con la forte
volontà di iniziare un nuovo percorso.
Con la produzione di Ale Bavo e Gianni Condina
(Casasonica) lavorano al nuovo disco intitolato
“Nella Lista delle Cattive Abitudini”,
uscito il 17 aprile 2009, anticipato dal
singolo “Tutti a casa”, attualmente
in rotazione radio e video.
Luciano Ferrante, cantautore astigiano,
partecipa a numerosi concorsi canori regionali
e nazionali (San Marino, Mia Martini, Nastro
d’argento, Sanremo Rock ecc..) presentando
canzoni del proprio repertorio e classificandosi
sempre in ottime posizioni. Nel 2000 Luciano
conosce Max D’Amico, uno dei migliori
chitarristi di stampo vintage-rock, con
il quale intraprende diverse collaborazioni
sino ad arrivare alla realizzazione della
demo-tape “Strano ma vero” del
2004, che subito suscita interesse fra gli
addetti ai lavori. Luciano conosce Ferruccio
Battaglino bassista professionista, turnista
in quel momento per artisti del calibro
di Francesco De Gregori e Gianluca Grignani
e molti altri, e con il batterista Alessandro
Giuga nasce il progetto “Luciano Ferrante+Le
Forbici” che nell’anno 2007
affronta numerose date nel nord Italia.
Esce nel 2009 “Carta e Inchiostro”
che contiene 12 tracce di rock italiano
originale, minimalista e graffiante con
i testi a largo raggio emotivo che hanno
avvicinato Luciano Ferrante a moltissimi
fans. Il singolo “La percezione dei
sensi” è tuttora trasmesso
da oltre 500 radie italiane.
Sabato 18 luglio Gianni Basso\Dino
Piana Sestet- Memorial Pillot
Il sax astigiano per eccellenza con ospite
Dario Piana, per un memorial Pillot di eccellenza.
Andy Gravish – tromba
Gianni Basso – sax tenore
Dino Piana – trombone
Andrea Pozza – pianoforte
Luciano Milanese – contrabbasso
Peter Schmidlin - batteria
Gianni Basso Nasce ad Asti ma trascorre
parte della sua infanzia in Belgio, trasferitosi
con la famiglia a causa del lavoro del padre;
inizia a studiare dapprima il clarinetto
e poi il sax tenore, entrando giovanissimo
(1946) nella big band belga di Raoul Falsan
e distinguendosi da subito per il suo evidente
talento musicale. Nel 1950 è di nuovo
in Italia, dove, raccogliendo la sonorità
del cool jazz di recente importazione statunitense
(è il jazz di Baker e Mulligan),
dà vita assieme al trombettista Oscar
Valdambrini al "Basso-Valdambrini Quintet":
con questa formazione (estesa fino a diventare
un ottetto, a seconda delle esigenze) si
esibisce in tutta Italia e all'estero, collaborando
con molti dei grandi del jazz italiano come
Dino Piana e Mario Pezzotta (trombone),
Glauco Masetti e Attilio Donadio (sax),
Gianni Cazzola (batteria) e Renato Sellani
(pianoforte). Negli stessi anni '50 poi
fonda, sempre con Valdambrini, il "Sestetto
Italiano" aggiungendo alla sezione
fiati anche il sax contralto di Attilio
Donadio. Questo splendido decennio per Basso
vede anche le illustri collaborazioni con
i maggiori artisti internazionali (Gerry
Mulligan, Chet Baker ecc.) che lo portano
ad essere scoperto anche negli Stati Uniti.
A partire dagli anni '60 inizia a suonare
alla pari con i grandi del jazz (Lee Konitz,
Phil Woods, Art Farmer, Johnny Griffin,
Zoot Sims, Buddy Colette) e ad essere uno
dei maggiori e più richiesti session
man a livello mondiale: fa parte di big
band celeberrime quali la "Kenny Clarke/Francis
Boland Big Band", la "Maynard
Ferguson Big Band" e la "Thad
Jones Big Band". In seguito è
richiesto da grandi artisti pop (ad es.
Mina) e con la sua grande capacità
di didatta è il "mentore"
di molti jazzisti attuali (Fabrizio Bosso,
Flavio Boltro, Stefano Battaglia, Gino Comisso
ecc)
Dino Piana Nato il 3/08/1930 a Refrancore
(AT). Ha iniziato a suonare con i gruppi
della sua città e di Torino. Con
il "Quintetto di Torino" si presentò
nel 1959 ad un concorso radiofonico, "La
coppa del Jazz", mettendosi immediatamente
in luce come solista. Quindi entrò
nel quintetto Basso-Valdambrini e nelle
orchestre radiofoniche e televisive, continuando
l'attività jazzistica, Ha preso parte
a numerosi festivals nazionali ed internazionali
fra i quali: Comblain la Tour, Lugano ,
Berlino, Lubiana , Nizza. Ha preso parte
a concerti jazz per la RTF a Parigi, per
la R TB a Bruxelles, ai concerti UER jazz
di Stoccolma, Oslo, Barcellona, Londra,
Copenaghen. Ha realizzato una lunga serie
di concerti ed incisioni con propri complessi
e musicisti internazionali tra i quali:
Chet Baker , Frank Rosolino, Slide Hampton
, Kenny Klarke, Charlie Mingus , Pedro Iturralde
, Paco de Lucia, George Coleman , Kay Winding,
con il quale ha inciso il disco "Duo
Bones". Ha suonato nelle Big Bands
di Thad Jones, Mel Lewis, Bob Brookmeyer.
Nel 1978, insieme al trombettista Oscar
Valdambrini e al figlio Franco, ha formato
un sestetto con il quale ha preso parte
a numerose manifestazioni, tra cui il "Midem"
di Cannes:, Umbria Jazz, Eurojazz Festival
di Ivrea, Festival di Pompei. Con tale sestetto,
nel 1989; ha inciso un CD. Nel 1991 ha registrato
con la Big Band del figlio Franco un CD
dal titolo "Conversation" featuring
Piana Valdambrini Sextet. Nel 1993 ha preso
parte al concerto tenutosi al Town Hall
di New York. Nel 1996 ha realizzato, in
quintetto con il figlio Franco, un C D dal
titolo "Together" e nel Luglio
2000 ha fondato la "Dino -Franco Piana
jazz orchestra " con la quale ha inciso
il C D "Interplay far 20".
Peter Schmidlin Nato a Basilea nel 1947
comincia a suonare la batteria a 14 anni
trovandosi ben presto professionista, ad
accompagnare vari grandi jazzisti. Nel 1988,
si avventura nella produzione di musica
jazz fondando la casa discografica TCB,
il cui catalogo si apre con antologie su
LP di spettacoli radiofonici svizzeri in
cui egli stesso figurava nella sezione ritmica
che sosteneva famosi musicisti americani
ospiti di quelle emissioni. Oggi la TCB
è un'affermata etichetta indipendente
di jazz internazionale. Dal 1999 al 2004,
grazie al sostegno della Fondazione SUISA
per La Musica, ha organizzato concerti durante
il Midem di Cannes, portando al Carlton
Hotel lo Swiss Jazz Club. L'impegno di produttore
non impedisce a Peter Schmidlin di continuare
la carriera di batterista, specialmente
a fianco del sassofonista e pianista svizzero
Andy Scherrer. È uno dei più
ricercati batteristi della scena europea,
vanta collaborazioni con Benny Golson, Benny
Bailey, Art Farmer, Bob Mover, Slide Hampton
e Steve Grossman.
Andrea Pozza Nato a Genova il 17/10/1965
inizia giovanissimo lo studio del pianoforte
dedicandosi contemporaneamente al jazz e
alla musica classica. Si diploma al conservatorio
N.Paganini di Genova. Debutta al Louisiana
Jazz Club di Genova a soli 13 anni ed è
l' inizio di una intensa attività
concertistica che gli darà l' opportunità
di collaborare con grandi musicisti americani
sia in club sia in festival in Italia e
all' estero. A 16 anni viene convocato per
fare parte dell' Orchestra CEE "Eurojazz"
"The European Community Youth Jazz
Orchestra" con sede a Londra. Nel 1985
partecipa alla "Coppa Del Jazz"
su RAI Uno con il proprio trio classificandosi
quinto. Vince il Concorso RAI come "miglior
pianista", tra tutti i giovani Europei,
per la formazione di un Orchestra di Nuovi
Talenti sotto i 25 anni. Vince il 1°
premio nel concorso indetto dalla SIAE nel
1992 per la miglior composizione jazz. Collabora
stabilmente con Steve Grossman, George Coleman,
Scott Hamilton, Eliot Zigmund, Gianni Basso,
Tullio De Piscopo, ed in passato si è
esibito con Sal Nistico, George Masso, Massimo
Urbani, Lee Konitz, Al Grey, James Moody,
Tony Scott, Chet Baker, Benny Bailey, Harry
"Sweet" Edison, Slide Hampton,
Joe Chambers, Ha inciso con Sal Nistico,
Charlie Mariano, Gianni Basso e Tullio De
Piscopo. Ha partecipato ai Festival internazionali
di Genova, Jazz a Villa Imperiale, Ivrea,
San Remo Jazz, Umbria Jazz1995, Nizza 1991
e 1992, Parigi - Theatre de la Ville 1993
-, Juan Les Pins 1993. Tra le attività
degli ultimi anni: due importanti tour col
quartetto di Steve Grossman a Parigi e a
Londra nel prestigioso "Ronnie Scott's
Jazz Club". Numerose collaborazioni
col quartetto di George Coleman a Roma e
Genova e in duo con Gianni Basso con il
quale ha tenuto concerti al "Music
Empire" di Milano e al Conservatorio
Vivaldi di Alessandria. Fa parte, insieme
a Gilbert "Bibi" Rovère
(cb), del trio del trombettista Tom Kirkpatrick,
con il quale ha inciso recentemente un CD
dal titolo "In the Chet Baker Mood",
prodotto dalla Timeless Records. Recente
collaborazione è quella che lo vede
a fianco di Dado Moroni in un duo pianistico.
Luciano Milanese Proveniente dal Louisiana
Jazz Club di Genova, è stato a lungo
bassista del Capolinea di Milano dove ha
suonato con quasi tutti i migliori musicisti
italiani. Ha fatto parte del quartetto di
Tullio De Piscopo con Larry Nocella e Riccardo
Zegna, del quartetto di Gianni Basso, del
trio di Dado Moroni, di Romano Mussolini,
del trio di Nando De Luca e di altre formazioni.
Ha diretto un gruppo che affiancava la cantante
Rossana Casale nei concerti Jazz. Attivo
anche nel Jazz tradizionale, collabora con
Lino Patruno ed ha suonato con grandi musicisti
storici come Ralph Sutton, Peanuts Hucko,
Billy Butterfield solo per citarne alcuni.
Luciano Milanese ha registrato a suo nome
un CD - Lucky Serenade, con il tenorista
Carlo Atti, il pianista Andrea Pozza ed
il batterista Bob Braye, ottenendo un lusinghiero
giudizio della critica. Con questa formazione
ha partecipato a diversi festival come Nizza,
Ivrea, Eurofestival, Ciak Milano ed altri.
In oltre venti anni di attività concertistica
in tutta Italia ed Europa, Luciano Milanese
ha partecipato a molti festival, concerti,
registrazioni discografiche, trasmissioni
radio TV.
Ha suonato con molti grandi musicisti come
Chet Baker, Johnny Griffin, Art Farmer,
Harry "Sweets" Edison, James Moody,
Eddie "Lockjaw" Davis, George
Coleman, Sal Nistico, Steve Grossman, Massimo
Urbani, Scott Hamilton, Ray Bryant, Kenny
Drew, Barney Kessel, Joe Pass, Al Cohn,
Tony Scott, Louis Hayes, Alvin Queen, Victor
Lewis, Walter Bishop, Walter Davis Jr.,
Bobby Durham, Buddy De Franco e molti altri.
Andy Gravish Nato il 4 agosto 1961 già
all'età di dodici anni, suonava professionalmente
nei bar e
club in Pennsylvania. E' in questo periodo
che decide di seguire la sua passione e
migliorare
il suo talento, prendendo lezioni private
di tromba da Bobby Price, un'eroe 'locale'
della
tromba. Appena diplomatosi dalla scuola
superiore St. Clair High School in Pennsylvania,
riceve una
borsa di studio. Prima di laurearsi, vince
il Lennie Johnson e l'Art Farmer Jazz Performance
Awards e viene nominato “...eminente
solista jazz anno 1983...” dal Downbeat
Magazine. Viene chiamato dalla big band
del 'grande' batterista Buddy Rich, dove
prende la posizione di tromba jazz. Con
questa band inoltre ha fatto diverse tour
suonando anche per Frank Sinatra, Tony Bennett
e Sarah Vaughn.
Domenica 19 luglio
“Indi(e)avolato Fest”:
Giorgio Canali e Rossofuoco + Colore Perfetto
+ The Onans
Giorgio Canali nasce a Predappio nel 1958.
Inizia a cantare in diversi gruppi punk
della scena romagnola (fra cui i Potemkin),
poi si interessa alle sonorità elettroniche
e, con i Politrio, pubblica nel 1968 l’album
“Effetto Eisenhower”. Lavora
come tecnico del suono con PFM e Litfiba,
poi viene in contatto con i CCCP entrando
poi nel gruppo. Dopo lo scioglimento dei
CCCP si trasferisce in Francia, dove lavora
come produttore e chitarrista. Nel 1992
fonda il Consorzio Suonatori Indipendenti
(CSI), e parallelamente lavora all’esordio
da solista, che esce nel 1998: CHE FINE
HA FATTO LAZLOTÒZ. Nel 1999 realizza
la colonna sonora per il film “Guardami”
di Davide Ferrario e produce l’album
di debutto dei Verdena. Dopo la fine dei
C.S.I., pur militando nei PGR costituisce
un ensemble di musicisti stabile, i Rossofuoco,
con il quale realizza nel 2002 ROSSOFUOCO,
nel 2004 GIORGIO CANALI E ROSSOFUOCO e nel
2006 TUTTI CONTRO TUTTI, e compie frequenti
esibizioni dal vivo (anche in versione acustica,
“Rossotiepido”). Continuando
frequenti collaborazioni, come musicista
e produttore, con diversi gruppi della scena
italiana, nel 2008 produce l’esordio
discografico di Le Luci della Centrale Elettrica.
Nell’aprile del 2009 pubblica NOSTRA
SIGNORA DELLA DINAMITE.
Il progetto Colore Perfetto nasce nel settembre
del 2007 a Perugia dall'incontro di David
Pollini (voce-basso), Alessandro Fioroni
(chitarra) e Stefano Bandera (batteria).
Nello stesso anno la band si trova ad aprire
diversi concerti di rilievo tra i quali
il live di Umberto Giardini in arte Moltheni,
ed è proprio grazie a quest'incontro
che nasce un'amicizia e una profonda stima
con il cantautore marchigiano che, colpito
dalla loro musica, propone una collaborazione;
dopo pochi mesi nasce il brano "Un
giorno qualunque”. Si arriva a Marzo
2008, la band entra in studio di registrazione
sotto la guida di Giacomo Fiorenza, produttore
di spicco del panorama underground italiano
(Teatro degli Orrori, Offlaga Disco Pax),
rimanendo sempre vicina al proprio “mentore”
Moltheni, il quale viene coinvolto insieme
allo stesso Fiorenza strumentalmente in
più di un brano. L’album “Il
debutto”, uscito a Novembre 2008 per
“La Tempesta dischi”, sta ottenendo
consensi unanimi da critica e pubblico,
e i Colore Perfetto, dopo aver seguito in
qualità di support band l’intero
tour invernale di Moltheni, inizia nel 2009
il proprio primo tour, forti di un’esperienza
acquisita e di un sound che sicuramente
non potrà che stregare il pubblico
che si troverà davanti.
Onans.Una delle giovani band astigiane più
promettenti. Andrea Anania, Lorenzo Serra,
Federico Borio e Giacomo Stella sono quattro
musicisti ricchi di numerose esperienze,
con la voglia di sperimentare ogni genere
e atmosfere, da quelle più ironiche
e dissacranti a quelle più intime
e profonde. Questi sono gli Onans e questo
è The Onan Sound
Lunedì 20 luglio Osanna e
David Jackson (Van Der Graff Generator)
Nel mese di giugno del '71 esce per Fonit
l' L.P. L'Uomo che nel giro di qualche mese
decretò finalmente al gruppo quel
successo meritato, facendogli attribuire
il Premio della Critica Discografica Italiana.
Con la Fonit-Cetra seguirono poi altri tre
L.P.. Preludio,Tema, Variazioni e Canzona
uscito nel '72 come colonna sonora del film
“Milano Calibro 9” con la collaborazione
del maestro Luis E. Bacalov e la produzione
di Sergio Bardotti – Poi nel ’73
seguì Palepoli, pietra miliare della
produzione Osanna, da cui il musical omonimo.
Landscape of Life nel '74 fu l’ultimo
album . Gli Osanna si scioglievano nel '75.
Nel 78usciva, per la CBS, un nuovo L.P.
Suddance . Ancora una volta agli Osanna
veniva attribuito il Premio della Critica
Discografica Italiana e il premio quale
miglior gruppo rock di Annuario Discografico
nel 1978. Nel 1999 a distanza di circa 20
anni da Suddance, e alle soglie di un nuovo
millennio, realizzano il nuovo progetto
Osanna 2000. Una sorta di tributo antologico
con una nuova produzione musicale in sintonia
con le tecnologie e sonorità attuali.
Veniva realizzato il CD “Taka Boom”,
uscito nel 2001. La nuova formazione 2008
con la quale viene presentato il nuovo lavoro
discografico e un nuovo tour con David Jackson
quale sassofonista e “special guest”
.Negli anni '70 era chiamato "il Van
Gogh del sassofono" . In Italia David
è conosciuto soprattutto per la sua
decennale militanza in uno dei gruppi più
acclamati dei primi anni settanta, i Van
der Graaf Generator, alfieri del movimento
rock "progressivo" inglese.
Martedì 21 luglio Besh o
Drom (Ungheria)
"Un’orchestrina per matrimoni
metropolitani che travolge tutto e tutti
al passo forsennato di 1000 battiti al minuto".
Besh O Drom trae ispirazione dal repertorio
Gipsy ma anche Serbo, Macedone, Turco, Albanese,
Medio Orientale per creare un originale
e altamente energetico mix con venature
di selvaggia improvvisazione jazz e di spettacolarità.
Il gruppo nell’arco di tre anni, dalla
sua costituzione nel 1999, è passato
rapidamente da band giovanile emergente
a rappresentante principale della musica
ungherese tradizionale proiettata sulle
piste da ballo del ventunesimo secolo. Sono
i beniamini della gioventù ungherese
e le loro tournée europee diventano
sempre più frequenti ed importanti.
Mercoledì 22 luglio John
Trudell e Bad Dog
Poeta, attore e musicista, il nativo americano
John Trudell è una personalità
nello scenario statunitense. Santee Sioux,
nato in Nebraska, Trudell inizia a far parlare
di sé sul finire degli anni sessanta,
quando prende parte alla rivolta di Alcatraz
che porta alla chiusura del penitenziario.
Nel 1973 diviene portavoce ufficiale dell'American
Indian Movement, affrontando numerose cause
per i diritti civili del suo popolo. L'11
febbraio '79 accade il fatto che cambia
la sua vita: infatti brucia la bandiera
americana sui gradini dell'Edgar Hoover
Building a Washington, in segno di protesta
per la sentenza sul caso inerente Leonard
Peltier, ritenuto responsabile di aver ucciso
due agenti federali nella riserva di Pine
Ridge. Qualche ora dopo un incendio doloso
distrugge la sua casa nella riserva di Payute
Soshone, Nevada, dove perdono la vita sua
moglie Tina, i suoi tre figli e la suocera.
Nonostante il clamore nazionale che la vicenda
suscita l'FBI si rifiuta di aprire un'inchiesta.
Pochi mesi più tardi, sempre nel
1979, Trudell si trova coinvolto nel progetto
No Nukes, che vede impegnate varie star
del pop e del rock: è lì che
stringe i primi contatti con il mondo musicale,
specie con Jackson Browne, che dieci anni
dopo assume il ruolo di produttore delle
opere pubblicate da John Trudell. Dopo varie
e importanti collaborazioni con il musicista
Jesse Ed Davis, già collaboratore
di Bob Dylan e di Taj Mahal, Trudell arriva
alla meta discografica pubblicando Aka Graffiti
Man (1992) dove unisce la tradizione orale
degli indiani d'America alla forma musicale
rock. Sulle orme di Aka Graffiti Man è
Johnny Damas & Me (1994) che ancora
una volta si segnala per una serie di brani
poco inclini a smussare il canto laconico
e rabbioso dell'artista. Oltre alla musica
Trudell persiste anche con la carriera di
attore partecipando a svariati film tra
i quali ricordiamo "Cuore di Tuono"
con Val Kilmer e Sam Shepard, nonché
quella di scrittore. Nel '92 l'italiana
Selene edizioni si prodiga nel tradurre
"Stickman", raccolta di poesie
alternate a stralci dal diario privato dell'artista.
Molta della sua esperienza di vita si riflette
nei più recenti progetti artistici:
gli albums Blue Indians (1999 - prodotto
da Jackson Browne) e Bone Days (2001 - prodotto
dall'attrice Angelina Jolie, con la quale
ha creato la All Tribes Foundation, associazione
culturale no-profit situata al centro di
Los Angeles) e il film documentario sulla
sua vita intitolato "Trudell"
( 2004 - che ha partecipato alla scorsa
edizione del Sun Dance Film Festival). Del
2003 è la realizzazione del cd live
"John Trudell & Bad Dog - Live
At Fip" distribuito dalla discografica
francese Fargo. E gli appassionati non possono
farsi sfuggire il prezioso cofanetto "John
Trudell The Collection 1983-1992" che
raccoglie le registrazioni originali di
ben 6 album - "Tribal Voice" (1983),
"aka Graffitti Man - JT/JED" (1986),
"Heart Jump Bouquet" (1987) -
"But This Isn't El Salvador - Tribal
Voice" (1987), "Fables And Other
Realities" (1991), "Children Of
Earth - Childs Voice" (1992) - .
Giovedì 23 luglio Steve Hackett
Elettric Band
Hackett iniziò a suonare fin da piccolo;
a dodici anni intraprese lo studio della
chitarra come autodidatta. Negli anni '60
iniziò a suonare in gruppi della
nascente scena progressive (Canterbury Glass
e Sarabande). Nel 1970 pubblicò il
primo album (intitolato The Road) come membro
dei Quiet World, un gruppo in cui suonava
anche suo fratello, John Hackett, al flauto.
In cerca di un nuovo gruppo, Hackett mise
un annuncio sul Melody Maker, presentandosi
come un musicista "determinato ad andare
oltre le forme musicali stagnanti".
L'annuncio fu letto da Peter Gabriel, cantante
e leader dei Genesis, che avevano da poco
perso il chitarrista Anthony Phillips. Nel
1970, Hackett entrò nel gruppo. Dopo
qualche iniziale difficoltà di inserimento,
Hackett trovò nei Genesis il suo
contesto iniziale. Sul palcoscenico, la
sua immagine (con gli occhiali, seduto e
chino sulla sua chitarra) controbilanciava
la teatralità esplosiva di Gabriel.
La prima incisione di Hackett con i Genesis
fu l'album Nursery Cryme (1971), considerato
il primo vero capolavoro del gruppo. Il
ruolo della chitarra di Hackett in brani
come The Musical Box (brano comunque composto
maggiormente quando Phillips faceva ancora
parte della band) e The Return of the Giant
Hogweed fu fondamentale. Nursery Cryme non
ottenne, all'epoca, un grande successo commerciale;
diversa sorte ebbe l'opera successiva dei
Genesis, Foxtrot (1972). In questo album
compare anche un assolo acustico di Hackett,
Horizons, in seguito diventato uno dei suoi
classici. Dopo Foxtrot, il successo dei
Genesis continuò ad aumentare. Nel
1973 incisero Selling England by the Pound,
considerato dai critici come uno degli apici
della musica progressive. La tecnica di
Hackett, già notata dai critici nei
due lavori precedenti, divenne proverbiale
con questo disco, grazie anche alla sperimentazione
di due innovative tecniche chitarristiche,
il tapping e lo sweep-picking. Dopo l'album
The Lamb Lies Down on Broadway, Gabriel
lascia il gruppo, sostituito alla voce dal
batterista Phil Collins. Nel 1975, Hackett
fu il primo membro dei Genesis a pubblicare
un album solista, Voyage of the Acolyte,
a cui parteciparono altri membri dei Genesis
(Collins e Mike Rutherford). In quell'occasione,
Hackett iniziò a sentirsi spinto
verso un lavoro più indipendente;
incise con i Genesis ancora due album, A
Trick of the Tail e Wind & Wuthering
(composti entrambi del 1976 ma pubblicati
tra il 76 e il 77), e poi abbandonò
il gruppo. In particolare, il suo abbandono
fu deciso proprio in seguito a profonde
divergenze di opinioni sul materiale da
includere su Wind & Wuthering. Uno dei
brani che la band rifiutò ad Hackett,
Please Don't Touch, sarebbe stata poi recuperata
sul secondo album solista di Hackett, omonimo.
Un altro brano di Hackett per Wind &
Wuthering, Inside and Out, fu relegato all'EP
Spot the Pigeon. Hackett annunciò
il proprio ritiro dai Genesis l'8 ottobre
1977, una settimana prima della pubblicazione
del secondo album live del gruppo, Seconds
Out. Hackett pubblicò nel 1978 il
suo secondo album solista, Please Don't
Touch. Come il precedente Voyage of the
Acolyte, l'album risente molto dello stile
dei Genesis. Esso contiene anche la seconda
performance vocale di Hackett, Carry on
Up the Vicarage, sebbene nella maggior parte
dei brani Hackett si sia rivolto a cantanti
acclamati come Richie Havens, Randy Crawford
e Steve Walsh dei Kansas. Hackett continuò
a produrre circa un album all'anno; nel
1979 pubblicò Spectral Mornings e
nel 1980 Defector. I suoi lavori ebbero
un discreto successo sia nel Regno Unito
che negli USA; nel 1979 Hackett intraprese
il proprio primo tour europeo, e nel 1980
il primo tour statunitense. L'album del
1981 Cured segnò un certo cambiamento
di stile dal progressive classico verso
la musica pop. In questo lavoro Hackett
cantò tutti i brani. Sebbene l'album
fosse mal ricevuto negli Stati Uniti, nel
Regno Unito rappresentò il massimo
successo di Hackett, posizionandosi al quindicesimo
posto nelle classifiche di vendita. Sempre
negli anni '80 Hackett pubblicò i
suoi primi album esclusivamente composti
da pezzi di chitarra classica: Bay of Kings
e Momentum, che contribuirono a consolidare
la sua fama come virtuoso del suo strumento.
Il tour di Momentum ebbe un enorme successo,
raccogliendo un numero di spettatori insolito
per un'esibizione di chitarra classica.
Nel 1986 Hackett fondò il supergruppo
GTR insieme a Steve Howe (chitarrista degli
Yes). Il primo e unico album del gruppo,
omonimo, ebbe un buon successo sia in Europa
che in America, posizionando anche un singolo
nelle top 20: When the Heart Rules the Mind.
I GTR si sciolsero poco dopo, nel 1987.
Dopo la parentesi costituita dai GTR, Hackett
riprese il proprio lavoro solista. La sua
ampia discografia include album di progressive
rock, world music e musica classica. Fra
le sue opere più apprezzate si può
citare A Midsummer Night's Dream, un album
di musica neoclassica con l'accompagnamento
della Royal Philharmonic Orchestra.
Venerdì
24 luglio Massimo Priviero
Rocker di rango in attività da vent'anni.
Dieci gli album che ha dato alle stampe,
con il decimo, ormai pronto, che uscirà
nella primavera del prossimo anno. Milanese
d'adozione e veneziano d'origine, Priviero
ha sempre convissuto, grazie alla sua musica,
in una situazione di felice equilibrio tra
rock e poesia, tra energia musicale e ricerca
lirica. Questo fa di lui, alle orecchie
degli ascoltatori attenti, uno dei menestrelli
italiani più dotati e credibili.
Massimo nasce all'inizio dei '60 a Jesolo.
Nel 1988 esce "San Valentino"
il suo primo album. Il successo è
notevole, la titletrack diventa un hitradio,
le canzoni sono in costante equilibrio tra
rock e linguaggio d'autore, percorrendo
una strada davvero poco battuta in Italia
in quegli anni. Alla fine del '90 esce "Nessuna
Resa Mai". "Little" Steven
Van Zandt, il chitarrista e coproduttore
di alcuni grandi album di Bruce Springsteen,
affianca Massimo in questo album e ne firma
la produzione artistica. Nel disco successivo
"Rock In Italia", è affiancato,
solo in un paio di brani, da Massimo Bubola.
Nel periodo '94-'98 Massimo da alle stampe
due album dal sapore opposto. Il primo è
"Non Mollare" dal carattere rock,
il secondo album è "Priviero"
e si avvale della produzione di Lucio Fabbri;
è un disco più "cantautorale",
rispetto a quelli realizzati prima, dove
prevalgono le ballate acustiche ed una sempre
maggior cura dei testi; Nel 2000 esce "Poetika"
seguito nel 2003 da "Testimone".
Un disco davvero eccellente, fatto di rock,
blues, ballad, chiaroscuri che si susseguono
senza respiro e dove la vocalità
di Massimo si esprime in tutto il suo valore,
in tutto il suo alto tasso emozionale. Nel
2004 dedica molta energia a "Poetarock",
una raccolta di canzoni rock d'autore che
include anche "Nikolajevka" oltre
alla rilettura di un classico di Luigi Tenco.
Siamo ora alla fine del 2006 e ci arriviamo
con "Dolce Resistenza" che è,
forse, in assoluto, il miglior album di
Massimo Priviero. Tutte le tracce del disco
sono accompagnate da aggressività
ed emozione, lirismo, passione ed energia.
Infine eccoci a "Rock And Poems"
(2007). Un album inaspettato che, in maniera
superficiale, si potrebbe definire di cover
ma in realtà è un lavoro in
gran parte di rilettura e di riarrangiamento
di grandi classici '60-'70 che certifica
le origini musicali di Massimo e rende omaggio
a grandi canzoni di Dylan, Waits, Springsteen
e tanti altri. E' come ritrovare il menestrello
che a vent'anni suonava molte di quelle
canzoni lungo le strade e che spesso, tanti
anni dopo, le inserisce nei suoi concerti
con amore, energia e riconoscenza. Musica
che ha significato per molti "salvezza
e dannazione", chitarre spianate e
voce emozionate, appunto... rock e poesia.
I concerti a pagamento
sono quelli del:
5\10\11\14\18\23 luglio, tutti gli altri
sono ad ingresso gratuito.
In collaborazione con Associazione H.E.M,
Associazione Libellula, Circolo Filarmonico
Astigiano, L’Altoparlante, Piemonte
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