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COMUNE DI SAN MARZANO OLIVETO

San Marzano Oliveto Comune di San Marzano Oliveto
Via Umberto I, 2
Tel: 0141/856121
Sindaco: Giovanni Scagliola
Abitanti: 1010
Altitudine: 301 s.l.m.
Carabinieri: Canelli
Tel: 0141/823384
E-mail: smoliveto@inwind.it
CENNI STORICI

Il nome di S. Marzano fu imposto per deferenza verso S. Marziano, forse primo vescovo di Tortona (IV secolo?) o vescovo di Ravenna martirizzato a Tortona. Nel 1862 fu aggiunta la denominazione di “Oliveto” poiché, secondo alcuni, vi prosperava, in epoche antiche, l’ulivo. L’ipotesi di una coltivazione dell’olivo praticata nel Medioevo è messa in forse da un’altra che fa derivare il toponimo da “pendio” (in dialetto “ò rivè”). Infatti il paese sorge su un colle un po’ scosceso.

TERRITORIO - ECONOMIA

L’agricoltura è l’attività principale e tradizionale di S. Marzano. Il clima mite e le caratteristiche geomorfologiche favoriscono la frutticoltura e in particolare la melicoltura. Un gruppo di produttori sanmarzanesi ha recentemente costituito un Consorzio di promozione delle mele con il marchio “Divina”. Le condizioni sono favorevoli anche alla viticoltura. La produzione di vino (soprattutto Barbera) è buona.

TESTIMONIANZE D’ARTE

Il Castello è un’opera imponente e suggestiva, ora adibita a convegni, mani­festazioni e aste. Le sue antiche cantine con archi e volte ricordano l’interno di una cattedrale gotica e dalla sua splendida terrazza - giardino si ammira uno dei panorami più belli della zona. La chiesa parrocchiale, dedicata a San Marziano, sorge sulla piazza del Castello; ha uno stile rinascimentale classico, ad una navata, con presbiterio e coro in stile neoclassico.

CURIOSITA’

Fino a qualche anno fa, il torinese Giovanni Gavarotti creava nel suo laboratorio di alta precisione in valle Asinari, archetti per violini, viole e contrabbassi, usando legni particolari come l’ebano o il verzino, favorito dal particolare clima, gradito alla stagionatura di questi sensibili strumenti.
Negli anni ‘80 stabilì il suo domicilio il pittore tedesco Viktor Mòllerstaedt, le cui opere si ispirano all’arte quattrocentesca italiana.

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