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COMUNE DI SAN MARTINO ALFIERI

San Martino Alfieri Comune di San Martino Alfieri
P.zza Caduti 3
Tel: 0141/976123
Sindaco: Michele Ruella
Abitanti: 705
Altitudine: 256 s.l.m.
Carabinieri: San Damiano d’Asti
Tel: 0141/975064
E-mail:sanmartinoalfieri@libero.it
ZONA GEOGRAFICA

Paese dell’alto Monferrato, posto in una posizione collinare, situato a 257 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Asti, si estende su una superficie di 7,36 Kmq, circa 740 ettari, ed ha una popolazione di circa 750 abitanti.
L’abitato si sviluppa si di un lungo crinale seguendo la sponda sinistra del Tanaro.
Il paese dista 14 Km da Asti (AT) in direzione sud-ovest e 16 Km da Alba (CN).
I Comuni limitrofi sono: Antignano, Celle Enomondo, San Damiano d’Asti, Costigliole d’Asti e Govone.
L’agricoltura, in particolare la viticoltura ha qui la sua rivincita sull’industria, infatti troviamo pregiati vitigni di barbera, grignolino, bonarda e bianco.

STORIA

Alcune testimonianze sulle origini del paese si trovano in documenti medioevali.
L’origine di questo paese, come suggerisce il suo toponimo, è attribuibile alla sua chiesa, attorno alla quale si sviluppò un centro abitato e vennero coltivati molti terreni vescovili.
L’autorità del Vescovo di Asti si concentrò sul controllo politico della località, connesso con la presenza di un castello.
Nel XIV secolo l’investitura da parte del Vescovo di Asti della famiglia feudataria govonese dei Solaro fece sì che i Solaro estesero il loro dominio anche a tutta la realtà sanmartinese. Il paese assunse, in questo periodo, la denominazione di San Martino di Govone.
I Solaro tennero il feudo di San Martino fino al secolo XVII, quando, nel 1615, per ordine del Duca di Savoia, Carlo Emanuele I, il feudo passò agli Alfieri di Magliano in quanto la famiglia Solaro era caduta ormai in disgrazia.
Il primo degli Alfieri considerato il capostipite del ramo detto di San Martino fu Cesare.
Egli dedicò tutta la sua vita alla famiglia e all’acquisto di beni.
Il figlio Carlo Antonio Massimiliano nel 1696 diede inizio alla ricostruzione del castello in sostituzione dell’antico maniero, la fortezza dei Solaro.
L’opera, costruita secondo le forme barocche dell’epoca, fu compiuta nel 1721 su disegno dell’Ing. Bertola.
La nuova edificazione apparve così in tutta la sua grandezza e la discendenza di Carlo Antonio Massimiliano fece del castello una degna cornice allo sfarzo settecentesco della vita dell’aristocrazia piemontese.
Primo fra i discendenti il figlio di Carlo Antonio, Cesare Giustiniano divenne, per acquisto, marchese di Sostegno, titolo che ereditarono i suoi successori.
Durante il feudo di Roberto Carlo Alfieri, nel 1783, il Re Vittorio Amedeo III con la moglie Antonietta Ferdinanda, che da Govone, dov’erano in villeggiatura, vennero, unitamente al seguito reale, a fargli visita.
Negli anni 1828-1832, per volontà del Marchese Carlo Emanuele Alfieri, ebbe luogo l’edificazione della Chiesa Parrocchiale di San Martino, su disegno del cav. Melano, architetto di Sua Maestà.
L’edificio religioso, di stile neoclassico dedicato a San Carlo Borromeo e Santa Maria, conserva un pregevole trittico della scuola di Defendente Ferrari.
Nel 1863 il paese venne denominato San Martino al Tanaro, poi alla fine del secolo, in omaggio alla famiglia Alfieri, mutò il suo nome nell’attuale: San Martino Alfieri.
E’ da ricordare che l’attuale configurazione del territorio comunale di San Martino Alfieri risale a tempi relativamente recenti, infatti la frazione dei Saracchi apparteneva, fino agli inizi dello scorso secolo, al territorio comunale di Antignano.

COSA VEDERE

Paesaggio
Il paesaggio di San Martino si estende nella valle fluviale compresa tra i fiumi Borbore e Tanaro. Il terreno, reso fertile dalla vicinanza dei fiumi, viene impiegato per viticulture e culture a prato.
L’estrema ricchezza di coltivazioni rende il panorama in questa zona particolarmente variegato e movimentato con una mescolanza di onde e colori dal verde, al giallo e al rosso molto piacevoli allo sguardo.

Monumenti storici
Palazzo Garibaldi
Degna di nota, la semplice dimora fatta costruire da Giuseppe Garibaldi nella frazione Saracchi, luogo natale della moglie Francesca Armosino, dove una lapide commemora tutt’oggi quel gesto di gratitudine e riconoscenza verso colei che, prima di essere sua legittima consorte, gli era stata amorevolmente al fianco rischiarando i dolori con le tre gioie più grandi: Clelia, Teresita e Manlio.

Il Castello
Il Castello Alfieri, edificio del XVIII secolo circondato da grandi alberi secolari propone una pregevole Orangérie e, oggi, si può ammirare il risultato di un intervento richiesto nel 1815 dal marchese Carlo Emanuele Alfieri di Sostegno ad opera di Xavier Kurten, architetto paesaggista tedesco che ebbe il compito di trasformare il giardino formale in un parco secondo il nuovo gusto romantico all’inglese permettendo al Piemonte di avvicinare la cultura locale ai gusti europei nei quali il romanticismo è fenomeno dominante e il gusto per l'arte dei giardini sua diretta manifestazione. Egli ampliò il parco avvalendosi della collaborazione dell’architetto Melano già noto in paese. A questi si deve anche la sistemazione urbanistica e il progetto di una nuova chiesa parrocchiale e della casa comunale.

Edifici religiosi
Parrocchia San Carlo e Santa Maria
L’edificio fu costruito dal 1829 al 1833, in sostituzione del precedente, non più adeguato alle esigenze della popolazione e ormai fatiscente, che si trovava vicino al lato meridionale del castello degli Alfieri.
Per interessamento del marchese Carlo Emanuele Alfieri, la progettazione venne affidata all’ingegner Ernesto Melano.
Raggiunto l’accordo fra le parti, si poté procedere alla demolizione della vecchia chiesa parrocchiale, che fu sconsacrata il 9 giugno 1829 col trasferimento del SS. Sacramento nella Confraternita.
La “Gazzetta Piemontese” del 24 dicembre 1829 dava notizia dell’iniziativa riportando come “la chiesa parrocchiale di San Martino di Govone, posta sopra una vetta distante dal grosso dell’abitato, facea desiderare a quella popolazione de vederla trasportata al piano, per la maggior felicità di recarvisi, massime nella cruda stagione. Il signor Marchese Carlo Emanuele Alfieri di Sostegno, proprietario del Castello di quel luogo, la cui religiosa pietà va unita ad un cuore generoso e benefico, assecondando i voti di quegli abitanti, determinò di far costruire a sue spese una nuova Chiesa Parrocchiale nel sito il più acconcio. S.M. ponendo mente alla manifesta utilità che ridonda a pro del Comune a mandare ed effetto il benefico divisamento del Marchese, ha applaudito alla magnanima risoluzione del nobile Personaggio e vi ha posto il suggello colla sua Sovrana approvazione”.
La nuova chiesa fu consacrata il 23 giugno 1833 dal Vescovo Lobetti sotto il titolo di San Carlo Borromeo, in ricordo dell’antica parentela fra la famiglia del Santo e il casato degli Alfieri.
Memorabili furono i festeggiamenti e grande il concorso della popolazione.
La severa architettura dell’Ingegnere Cavaliere Ernesto Melano aveva previsto la costruzione di tre altari, il maggiore dei quali di marmo fino e una struttura armoniosa come la volta a cassettoni ed il ricco fregio sottostante.

Chiesa di San Rocco e Borgata Marelli
Sulla strada provinciale che da San Martino Alfieri porta a Govone si trova la borgata Marelli.
Posizionata sul confine ha, a levante, la valle del Tanaro che divide le colline dell’Alto e del Basso Monferrato e a Ponente le terre del Roero. All’orizzonte si può vedere la catena alpina, con l’inconfondibile vetta del Monviso.
Il borgo prende il nome dalla famiglia Marello. La borgata “i Marei” fu l’antico collegamento delle terre del feudo dei Solaro di Govone e San Martino Alfieri.
Da un documento della Confraternita dei Disciplinanti si evince che la borgata era collegata al paese da una ripida salita, impraticabile nei periodi invernali o di pioggia e pertanto per accedere al paese occorreva transitare per la strada Vigna della Rocca.
Solo dopo la trasformazione urbanistica del 1830 la borgata fu collegata con una nuova strada ora intitolata a Giuseppe Marello.
Il borgo Marelli, da sempre posto sotto la protezione di San Rocco, aveva una chiesetta sita ai piedi della rocca e rivolta a Govone.
Abbattuta nel 1874 fu riedificata al fondo della borgata.
Il trasferimento della famiglia del piccolo Giuseppe Marello da Torino a San Martino avvenne nel 1852 proprio nella località Marelli.
La casa venne poi trasformata da sobria in signorile, alla quale si accedeva da un portone esterno con grande aia destinata ai lavori agricoli e con una seconda parte riservata all’abitazione padronale con giardino, roseto e pergolati di uva.

Chiesa della Madonna – Frazione Quaglia
Chiesa di San Defendente – Frazione Saracchi
Chiesa di San Giuseppe – Frazione Pero
Chiesa di Sant’Anna
Chiesetta in Frazione Fagnani
Frazione Firano

Come raggiungere San Martino Alfieri
Da Torino Corso Unità d’Italia seguire le indicazioni per imboccare il raccordo della Tangenziale Sud. Dopo un chilometro proseguire verso l’Autostrada dei Vini Torino-Piacenza A21.
Dopo 17 km uscire a Villanova d’Asti e proseguire sulla SS10.
Girare a destra in direzione Ferrere – San Damiano d’Asti sulla SP19. Oltrepassare i paesi di Ferrere e San Damiano d’Asti e continuare diritto, dopo la rotonda, in direzione San Martino Alfieri – Govone.
Dopo 4 km svoltare a sinistra al bivio per San Martino Alfieri sulla SP41.
Ancora due chilometri per arrivare al concentrico sulla SP8.
Chilometri percorsi : 51,3
Tempo medio di percorrenza : 50 minuti

Santo Patrono
San Martino 11 novembre

Eventi
Sagra del Barbera nel terzo week-end di luglio.
Bibliografia

Chi fosse interessato può approfondire le notizie su San Martino Alfieri consultando le seguenti pubblicazioni.
“Un Santo a San Martino Alfieri: Giuseppe Marello”
Arti grafiche : TSG Srl
“Asti e gli Alfieri nei ricordi della Villa di San Martino”
di Ernesto Masi
Edizione del 1903 Barbera – Firenze
“Il Piemonte paese per paese”
Edizione Bonechi
Opera in 7 volumi distribuita da SE.DI.CO di Lorenzo Fornaca
“Asti nelle sue vie”

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