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COMUNE DI MOASCA

Moasca Comune di Moasca
p.zza Castello 2
Tel. 0141/856447
Web Site:www.comune.moasca.at.it
E-mail: info@comune.moasca.at.it
Sindaco: Maurizio Bologna
Abitanti: 400
Altitudine: 260 s.l.m.
Carabinieri: Canelli
Tel. 0141/823384

Arrivando da Asti, a 25 Km. dal capoluogo, all’ingresso della valle che porta a Canelli, il paese di Moasca appare all’improvviso, al culmine di un colle ampio e verdeggiante. Per giungervi, il percorso inizia dall’antica cappella della SS. Nunziata all’incrocio con la provinciale Asti-Canelli, lungo la strada che inerpicandosi, attraversa i quattro chilometri quadrati del comune. In cima alla salita, il centro storico è dominato, ancora dopo sette secoli, dalla sagoma imponente del castello medioevale. I suoi due grandi torrioni sono però solo parte della scenografia : completano l’ingresso dalla piazza con l’ottocentesco Palazzo Comunale le vicine Chiese di San Rocco e San Pietro. Esempi locali di barocco e neoclassico, e testimonianze della vitalità nel tempo di questo piccolo borgo rurale.

CENNI STORICI

Moasca, “città in mezzo alle acque”. Così suggerisce l’etimo in ligure antico Muasca. In effetti, pur essendo tra le colline del Monferrato, è l’acqua dei torrenti Belbo e Nizza a delimitare quel lembo di terra abitato dalle agguerrite tribù liguri già secoli prima dei romani. Moasca erediterà caratteristiche di forte indipendenza da questi popoli liberi: nel Medioevo diverrà parte del Feudo indipendente detto “Consortile di Canelli”; nel Trecento, invece, sarà epicentro di faide e scontri tra Guelfi e Ghibellini. Non a caso, visto che il villaggio era un solido avamposto inserito in una rete di forti famiglie feudali e che anche di qui, come in tutta la zona, passavano le ricche rotte commerciali con la vicina liguria. Arroccata sul confine tra Astigiano e Monferrato, Moasca nel Medioevo come in età moderna risentirà sempre delle turbolente vicende guerresce e di conquista tipiche delle città di frontiera di tutti i tempi, orgogliose della propria indipendenza.

LA CULTURA DELLE COLLINE

“Fertilissimo in biade, vini ed in tutti gli altri prodotti” si scrive di Moasca ad inizio Ottocento. E la vocazione agricola ed enologica si è mantenuta e rafforzata nel tempo tra queste colline. Mele, tartufi, ma soprattutto uve, da cui si ottengono i più pregiati Barbera d’Asti, Moscato d’Asti e Asti Spumante. Vini importanti ottenuti nelle numerose piccole tenute agricole che, proprio nel territorio di Moasca, vantano da sempre tra le migliori esposizioni collinari del Piemonte.

STORIA DI UN CASTELLO

Era l’estate del 1308 quando, dopo 22 giorni di assedio i milite delle famiglie guelfe fecero irruzione nel castello di Moasca, ultimo avamposto dei De Castello, nobili ghibellini. Poco dopo, questo maniero veniva distrutto e si perdeva memoria delle sue forme e stile. Solo nel 1351 si pose mano alla sua ricostruzione. Sorse così quella che Gian Secondo De Canis nel 1814 descriveva come “una rocca fiancheggiata a levante da due enormi torrioni altissimi e rotondi, le cui cime con quelle del castello erano coronate di merli, ridotti ora a coperto di tegole. Non si può salire al Castello che col mezzo d’un alto e stretto ponte levatoio a leva da cui si passa da un barbaro dongione”. Reso ancora più confortevole col tempo, nell’800 l’interno del castello è diviso su due piani: il secondo adibito a granaio, il primo ad abitazione, e sotto la grande cantina collegata ai profondi cunicoli utilizzati come celle. Ancora agli inizi del ‘900 il castello era di fatto abitabile e nel 1926 nel salone delle feste vi si tenne addirittura una rappresentazione teatrale. La rovina del castello è recente: solo nel dopoguerra il completo abbandono ha prodotto un rapido e irreversibile degrado. Di recente però, un accurato intervento di restauro ha impedito che Moasca perdesse per sempre il simbolo della propria storia ed identità.

LA TORTA D'MU

Tra le più antiche tradizioni gastronomiche di Moasca, rimane viva ancora oggi la singolare abitudine di utilizzare in cucina le more dell’albero del gelso: il Mu in dialetto. Da secoli infatti le donne del paese riescono a ottenere splendide marmellate e torte con l’umile frutto di questa pianta, che oggi cresce quasi spontanea ma che un tempo era diffusissima come alimento per i bachi da seta. Una dolce consuetudine tipicamente moaschese rievocata ogni anno dalla festa della “Torta d’Mu” che a fine giugno addolcisce i festeggiamenti patronali con assaggi indimenticabili.
MANIFESTAZIONI

Fine giugno/inizio luglio: Festa Patronale di San Pietro Apostolo con incontri musicali ed appuntamenti enogastronomici; Festa della Torta d’Mu
Seconda domenica di luglio: TOUR TRA LANGA E MONFERRATO gara di regolarità per auto storiche;
Raduno d’auto e moto d’epoca “Memorial Fulvio Boffa”;
Fine ottobre: Festa “ del livori d’la Vendemmia” (Festa di fine vendemmia)

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