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COMUNE DI
LOAZZOLO |
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Comune
di Loazzolo
Via Umberto I, 1
Tel. 0141/87130
Sindaco: Oscar Grea
Abitanti: 378
Altitudine: 430 s.l.m.
Carabinieri: Bubbio
Tel. 0144/8103 |
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| http://www.comune.loazzolo.at.it
E-mail:comuneloazzolo@reteunitaria.piemonte.it |
| CENNI
STORICI |
Anche
Loazzolo appartenne ad Aleramo - il mitico
capostipite della marca che si estendeva per
gran parte del Basso Piemonte - e fu dato
in eredità a uno dei suoi figli. Di qui, di
generazione in generazione, fu infeudato a
Bonifacio del Vasto, poi ai Del Carretto,
infine a Guglielmo di Busca. Le poche notizie
storiche disponibili vengono desunte da alcuni
documenti del Codex Astensis
e sono relative ad atti di dedizione al comune
di Asti da parte degli uomini di Loazzolo,
dipendenti dai signori di Canelli, stipulati
nel 1217 e rinnovati nel 1274, anno in cui
il 4 di ottobre avvenne la reale presa di
possesso del castello.
Gli Astigiani erano particolarmente interessati
a garantirsi un accesso sicuro al mare, per
permettere ai loro mercanti di trafficare
indisturbati senza pagare pedaggi ad Acqui
o ai signori delle Alte Langhe, soprattutto
dopo che Bonifacio di Ponti, forte del dominio
esercitato su Roccaverano, impose uno stretto
controllo sulle grandi vie di comunicazione
che passavano nel suo territorio. Il
castrum di Loazzolo serviva proprio
allo scopo di difendere e proteggere la via
- secondaria ma vitale - che scendeva in valle
Bormida e poi risaliva sulla Langa di San
Giorgio per scendere nuovamente a Spigno.
Come d'usanza, il Comune di Asti diede Loazzolo
in feudo a nobili locali, per la precisione
Bonifacio Cornellario, Nicolotto Greco, Enrico
di Guglielmo e Sismondo Alberto di Camo, mentre
contemporaneamente i signori di Canelli e
di Calamandrana, a conferma dell'interesse
strategico del percorso collinare, si impegnavano
a mettere a disposizione della difesa del
borgo 10 soldati, dietro ricompensa di 800
lire.
La piccola comunità seppe svilupparsi e acquistò
anche un certo prestigio locale, ad opera
soprattutto di Bartolomeo Genarro, procuratore
generale della signora Tiburzia Fieschi, moglie
di Alberto Del Carretto. Fu lui a rappresentare
la nobildonna il 18 febbraio 1300, all'atto
della vendita di Vesime a Bonomo Asinari.
Intanto si era sviluppato il castello, che
raggiunse dimensioni considerevoli, almeno
stando alla miniatura del Codex Astensis che
lo raffigura. Il prezioso disegno data al
1355, anno in cui l'imperatore Carlo IV di
Lussemburgo confermava l'investitura a Giovanni
di Monferrato di molti feudi tra cui anche
Loazzolo. Nel 1530 l'imperatore Carlo V lo
infeudò invece agli Scarampi.
Il castello fu abbattuto nel secolo XV. Sorgeva
alla sommità della collina, a monte dell'attuale
paese. Da alcuni testi di storici locali si
deduce che agli inizi del Novecento c'era
ancora qualche resto "visibile da
lontano per la sua torre mozza, avanzo di
un diruto castello che fu dei Galvagno di
Bubbio". Oggi rimane solo una parte
del muro perimetrale che non rende ragione
della complessità e della posizione strategica
di un edificio da cui era possibile ricevere
o inviare segnalazioni a Vengore, Roccaverano,
San Giorgio, Perletto, Monastero, Bubbio.
Nel 1703 Loazzolo passò sotto il dominio della
casa Savoia che lo eresse in Marchesato a
favore dei Cacherano Crivelli Scarampi dai
quali passò poi ai Cavoretto di Belvedere.
Da questo periodo il villaggio seguì le vicende
piemontesi, partecipando prima alla guerra
contro Napoleone e poi alla costruzione dell'Unità
d'Italia.
Intorno alla metà del secolo scorso Loazzolo
contava 881 abitanti, il suo territorio era
prevalentemente ricoperto da boschi di castagni,
pini, noci, olmi, pioppi, querce. Nel 1951
c'erano 916 abitanti, mentre la crisi demografica
del secondo dopoguerra ha portato la popolazione
attuale a poco più di 350 unità.
C'è una frazione importante nella valle, detta
Quartino, con bar e distributore di carburante,
oltre che fermata del pullman di linea lungo
la provinciale che collega Bistagno a Cortemilia.
Loazzolo ha sempre sottolineato la propria
presenza anche nel fondovalle, al punto che
nel 1852-1856 fu l'unico paese d'altura a
concorrere a una spesa cospicua per la costruzione
e la sistemazione dello "stradone"
tuttora esistente.
L'archeologia rivela a Loazzolo episodi inattesi.
Il centro fortificato, fino al XIII secolo,
non si trovava nel luogo attualmente occupato
dal borgo, ma era arroccato su un caratteristico
sperone roccioso a nord est del concentrico,
singolarmente isolato e progressivamente eroso
dall'azione congiunta di due piccoli corsi
d'acqua. Il luogo si chiama ora Sant'Andrea
ed è stato oggetto di una interessante campagna
di scavo condotta nel 1994 dalla Soprintendenza
per i beni archeologici del Piemonte.
Diversi tratti murali, che già da vario tempo
si scorgevano tra la vegetazione dell'area
sommitale del rilievo, erano oggetto di svariate
supposizioni circa la presenza di un villaggio
antico. Risulta inoltre di particolare interesse,
in un documento del 1217, il fatto che esso
venisse sottoscritto "in castro Lovazolijs
iuxta turrium", indicando così un
preciso elemento topografico. Nella
seconda metà del Duecento tuttavia si parla
già di un castrum e di un castrum
vetus, un fatto che si può interpretare
come indicativo della contemporanea presenza
di una nuova struttura fortificata accanto
a una più antica. In questo momento si deve
verosimilmente riconoscere l'avvenuta creazione
del nuovo insediamento, cioè l'attuale paese,
e il segnale del progressivo abbandono del
precedente.
La ricerca archeologica si è quindi orientata
prioritariamente al recupero planimetrico
delle strutture visibili e le operazioni di
rilevamento, rese non facili dalla vegetazione,
hanno permesso l'individuazione di numerosi
tratti murari che sembrano descrivere un piccolo
villaggio di circa 8500 metri quadrati. |
| IL
“LOAZZOLO PASSITO” |
Dei
150
ettari circa di
terreno coltivato a moscato solo tre sono
quelli prescelti per donare questo vino
dalle qualità eccezionali. Sono vecchi
vigneti, esposti a sud, ancora piantati
su muri di pietra, nei ritagli di terra
strappati al bosco e alla macchia. La
vite qui dà poca uva, ma migliore, più
zuccherina. Anche le operazioni di pigiatura
sono effettuate con sistemi tradizionali
per impedire che si rompa l’armonia
olfattiva e gustativa del vino.
Percorso "Loazzolo Passito"
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| TESTIMONIANZE
D'ARTE |
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| MANIFESTAZIONI |
2^
DOMENICA DI GIUGNO
"E' s'as trovèisso an Langa"
Festa della Lingua Piemontese in Langa Astigiana
31
OTTOBRE
Festa di Halloween
01 NOVEMBRE
Distribuzione di castagne bollite
in occasione della festività di Ognissanti
dall'8 DICEMBRE
Mostra dei Presepi organizzata
all'interno della Chiesa Parrocchiale
24 DICEMBRE
Fiaccolata per le vie del paese
e distribuzione di cioccolata calda e vin
brulé. Presepe vivente a partire dalle ore
21.00
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