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COMUNE DI CASTEL ROCCHERO

Castel Rocchero Comune di Castel Rocchero
P.zza Italia 3
Tel: 0141/760132
Sindaco: Luigi Marchelli
Abitanti: 401
Altitudine:  414 s.l.m.
Carabinieri: Nizza M.to
Tel: 0141/721623

http://www.comune.castelrocchero.at.it
E-mail:castel.rocchero@ruparpiemonte.it

CENNI STORICI

Come la maggior parte dei borghi astigiani, Castel Rocchero deve la sua origine a un presidio militare posto a guardia e difesa della via di comunicazione che da Acqui conduce in Valle Belbo.
Già praticata in epoca romana e mai caduta in disuso neppure nei secoli bui delle invasioni barbariche, la strada era facilmente controllabile dal castello (castrum) che sorgeva sul punto più alto e scosceso (ruché, rocca, rupe) della collina, interamente circondata da possenti mura di cui ancora a metà Ottocento era possibile scorgere i resti.
Le prime notizie storiche risalgono al 967, quando il paese è compreso fra i possedimenti di Aleramo insieme a numerosi altri borghi e mansi compresi fra il Tanaro e l'Orba, la cui giurisdizione fu affidata dall'imperatore Ottone a questo suo vassallo che divenne il capostipite della gloriosa dinastia dei Marchesi di Monferrato.
Raffigurato dalla tradizione come figlio di una coppia di nobili tedeschi in pellegrinaggio verso Gerusalemme abbandonato in Sezzadio, vissuto miseramente in gioventù facendo il carbonaio e perdutamente innamorato della bella Alasia (da cui deriverebbe il nome la cittadina ligure di Alassio), Aleramo divenne ben presto il prototipo del cavaliere romantico e volitivo, che ha saputo entrare nelle grazie dell'imperatore con la propria lealtà e il proprio coraggio ed ottenere la giurisdizione su tutte le terre che fosse riuscito a percorrere in tre giorni di frenetica cavalcata.
Nel corso dell'impresa, per non perdere tempo, avrebbe ferrato il proprio cavallo aiutandosi con un mattone e dando così il nome (Monferrato, munfrà) a tutto il territorio da lui percorso e poi amministrato.
I suoi successori, tra alterne vicende, seppero ritagliarsi un ruolo di primo piano nello scenario politico e bellico dell'Italia medioevale e anche la fortezza di Castel Rocchero divenne un punto strategicamente importante, tanto da essere oggetto di contese e guerre tra i vari potentati del Piemonte meridionale.
Nel 1310 il marchese Bonifacio di Incisa riesce finalmente a riunire Castel Rocchero al suo dominio, dopo l'investitura imperiale ricevuta in Asti. Il periodo di relativa tranquillità dura però solamente qualche decennio, perché il cambio di padrone arriva prontamente nel 1336, quando il marchese di Monferrato Teodoro I Paleologo infeuda il paese al ricco Obertone Scarampi (di famiglia mercantile astigiana), ricevendo in cambio ben 12.236 fiorini d'oro, una somma enorme per l'epoca. Il figlio di Obertone, Baldovino, ebbe solo una figlia femmina, Beatricina, che andò sposa al conte Alberto di Biandrate di San Giorgio, la cui famiglia esercitò per lungo tempo il dominio su Castel Rocchero.
Il XV secolo vede da un lato il radicarsi di potentati locali - come i Dagna di Acqui che ottengono il diritto sui pedaggi - dall'altro il consolidarsi dell'autorità del Marchese di Monferrato, che nel 1435 ha la conferma del feudo da Ludovico di Savoia.
Nel frattempo la popolazione è impegnata in una violenta contesa con Acqui per l'uso dei boschi. La situazione degenera in vere e proprie zuffe a mano armata tra gli abitanti di Castel Rocchero, cui sono alleati quelli di Castelvero, Ricaldone, Alice e Montabone, e i proprietari acquesi delle foreste. Le scorribande non vengono fermate né dagli editti marchionali, né dalle punizioni corporali; gli Acquesi alla fine reagiscono devastando e incendiando le case di Castel Rocchero, nel 1495.
Con il passare dei secoli si alternano anche le famiglie nobili a cui è affidata la giurisdizione feudale. Nel 1526 è la volta di Ottavio, Giovanfrancesco e Agostino di Santa Maria ad essere investiti di parti e porzioni del luogo, castello, redditi, ragioni, beni, diritti e giurisdizione; ad essi si aggiungono, nel 1534, i fratelli Pietro, Antonio e Alessandro De Sburlati.
Solo nel 1635 Federico Aldobrandino di San Giorgio riesce a riunire nelle sue mani tutta la giurisdizione e ('intero castello, ma gli Sburlati continuano ad avere poderi e pedaggi fino al 1708 e oltre. Il 7 luglio 1714 metà castello viene nuovamente venduto a Francesco Beltrambi, infeudato dal Duca di Mantova.
I Beltrambi mantengono il potere anche dopo la fine del Marchesato di Monferrato e l'unificazione del Piemonte sotto i Savoia e solo nel 1833 lasciano il posto ai conti Blesi, di antichissima famiglia acquese, dal caratteristico stemma argentato con al centro un bastone nodoso

TERRITORIO-ECONOMIA

Se c'è un paese dove la monocoltura della vite ha segnato profondamente il territorio, questo è Castel Rocchero. La Strada di collegamento con Nizza e Castel Boglione è uno spettacolo ininterrotto di geometrie di filari che si estendono a perdita d'occhio e seguono i morbidi rilievi delle colline creando suggestivi giochi cromatici.
E' la terra della Barbera, del Moscato, del Brachetto, del Dolcetto, con decine di aziende agricole, molte delle quali conferiscono le uve alla grande Cantina Sociale che troneggio con la sua struttura imponente e panoramica all'inizio della discesa per Acqui.
La principale attrattiva turistica - oltre al vino - è dunque il paesaggio, che merita almeno una passeggiata in bicicletta o a piedi tra i filari, abbandonando per qualche tempo la già panoramica ma trafficata statale.
Lo sguardo spazia su tutto il Monferrato Astigiano e in un particolare sulla chiostra di colline che circondano Nizza e che annoverano i più rinomati "cru" di Barbera.
Sullo sfondo, tutte le Alpi, dalle Marittime alle Lombarde, chiudono come un fondale questo anfiteatro spettacolare.

TESTIMONIANZE D’ARTE

Ove sorgeva l’antica fortezza, eretta nel XII secolo dai Marchesi di Monferrato e distrutta nel 1496 dai cittadini acquesi, fu edificato un palaz­zotto, oggi sede comunale, in cui si insediarono i feudatari del luogo. Gli unici elementi originali rimasti sono le volte a crociera all’ingresso e quelle a vela e a botte nelle altre stanze. Sulla piazza centrale si trova la parroc­chiale di Sant’Andrea, dalle imponenti forme neoclassiche.

MANIFESTAZIONI

Ai classici festeggiamenti di agosto si somma la partecipazione della Pro Loco alla “Festa del Monferrato in tavola” e corsa delle botti di Nizza Monferrato, che si tiene ogni anno nel mese di maggio.
E’ un’occasione per far conoscere, anche fuori dai confini comunali, le spe­cialità gastronomiche ed enologiche di questo piccolo ma attivo paese.

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