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COMUNE DI
CASSINASCO |
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Comune
di Cassinasco
Via Umberto I, 3
Tel: 0141/851110
Fax (+39) 0141851277
Sindaco: Sergio Primosig
Abitanti: 639
Altitudine: 447 s.l.m.
Carabinieri: Canelli
Tel: 0141/823384 |
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| http://www.comune.cassinasco.at.it
E-mail:cassinasco@reteunitaria.piemonte.it
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| CENNI
STORICI |
Pare
che il paese debba la sua prima origine a
una tribù di Liguri, come attesta la desinenza
in -asco, che indica un luogo umido
particolarmente ricco di acqua o di ruscelli.
In effetti è citata ancora a metà Ottocento
la presenza di una fonte di acqua dai caratteri
fisici simili a quelle delle solforose fredde,
sulla sinistra del rio Ambrusan (d'in
la feia).
Ma anche i Romani hanno lasciato il loro segno,
documentato da qualche resto di poderi e ville
di età imperiale (I secolo dopo Cristo) precisamente
in zona Valeriano o Pian Valerio, Soriano,
Valdiponzi, Carignano, e soprattutto dal quell'accenno
alle cassinae, le stalle dove si
tenevano le bestie e si faceva il caseus,
il formaggio, che è rimasto nel nome del borgo.
Il dominio romano terminò con le invasioni
dei Longobardi e dei Franchi, di cui resta
il ricordo nel germanico toponimo della regione
Staffera. Anche i Saraceni, durante le loro
scorribande nei paesi della Liguria, giunsero
a Cassinasco saccheggiando e distruggendo
ogni cosa e lasciando qualche vaga assonanza
nel dialetto locale (rabadan, rafì,
farfluc e altri termini del genere
pare abbiano una remota origine araba).
Ma il momento storico in cui il paese si sviluppò
e acquistò il suo attuale profilo, crescendo
intorno all'originario villaggio di Sant'Ilario,
fu l'Alto Medioevo, quando il feudo fu proprietà
del marchese Aleramo del Monferrato, che l'ottenne
da Ottone I nel 967. A questi fu tolto dagli
Alessandrini, poi passò in mano agli Astigiani
alleati con i Genovesi, i quali nel 1227,
in base il trattato di Milano, furono costretti
a restituirlo ad Alessandria alleata con Alba
e Tortona.
I Vescovi di Acqui, poi, avendone avute le
decime (erano le tasse del tempo, la decima
parte del raccolto che veniva data all'ente
ecclesiastico), le avevano date a titolo di
feudo ai signori di Bubbio, uno dei quali,
un certo Ligerzio (o Eigerxius) nel
1305 giurava obbedienza e sottomissione al
vescovo Oddone.
In seguito Cassinasco cadde sotto il dominio
della casa di Monferrato e ne presero possesso
i Guttuari, ghibellini astensi che diedero
anche un abate al non lontano Monastero di
Santa Giulia, per passare poi, nel 1454, agli
Sforza signori di Milano.
La vita trascorse abbastanza tranquilla per
un paio di secoli, fino ad arrivare al 1615,
anno terribile il cui ricordo vive ancora
oggi nello squarcio che trapassa la torre
seguito a giorni di fittissimo bombardamento.
In quel tempo infatti l'esercito del Duca
di Savoia passava da Cassinasco e fu attaccato
dagli abitanti del luogo che uccisero alcuni
soldati dell'avanguardia: il villaggio fu
saccheggiato e bruciato dai Francesi, alleati
dei Savoia, che si trovavano nelle fila del
loro esercito. La furia militare portò all'abbattimento
del castello, di cui pare che siano rimaste
- oltre alla torre - solo alcune lunghe gallerie
sotterranee, in gran parte franate o chiuse
volontariamente, che collegavano il luogo
fortificato con diverse strade di fuga.
Dopo la distruzione del villaggio e del castello,
il paese divenne possesso dei Savoia - lo
infeudarono ai Galvagno di Bubbio (1767) e
ai Falletti di Barolo - e nel 1796 partecipò
alla guerra contro i Francesi vinta da Napoleone,
che ebbe occasione di transitare in paese.
Poi, come tutto il Basso Piemonte, condivise
le vicende storiche del Risorgimento che portò
all'Unità d'Italia, con il particolare curioso
- affidato più ai "si dice" che
alle cronache storiche - di un coraggioso
Cassinaschese che avrebbe partecipato alla
spedizione dei Mille nel 1860 |
| TERRITORIO
- ECONOMIA |
E’
la porta della Langa Astigiana, il miglior
benvenuto che questa terra di viti e di
boschi, di torri e di pievi possa offrire
a chi arriva da Asti, da Alba, da Canelli,
da Torino. Cassinasco è il confine, il
limite, la frontiera della Langa. Fin
qui salgono a piedi i pellegrini dal Belbo
e dal Bormida per una visita al Santuario
dei Caffi, singolare chiesa dal vago aspetto
orientale che domina la cresta panoramica
verso Loazzolo.
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| UN
PRODOTTO: IL TORRONE |
A
Cassinasco, dove abbonda la Nocciola Tonda
Gentile delle Langhe e dove il miele conserva
tutti i sapori dei fiori di campo della
primavera, vive e lavora l’ultimo,
autentico turunè di tutta la Langa. Fino
a poche decenni fa il torrone insieme
allo zabaione era l’unico dolce
delle cascine di Langa; era l’appuntamento
consueto e abituale delle fiere, il simbolo
dello svago e, per i bambini, l’oggetto
del desiderio.
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| MANIFESTAZIONI |
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Al Santuario dei Caffi :
-
Prima domenica di maggio
Festa
della Mamma
-
Prima domenica di giugno
Celebrazione Partigiana
-
Ultima domenica di giugno
Grande raduno degli Alpini
-
Prima domenica di settembre
Festa titolare del Santuario
Alla chiesa campestre di San Massimo
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