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COMUNE DI CAMERANO CASASCO

Camerano Casasco Comune di Camerano Casasco
Via Brichetto 3
Tel: 0141/992153
E-mail:camerano.casasco@libero.it
Sindaco: Maggiorino Gavello
Abitanti: 494
Altitudine: 324 s.l.m.
Carabinieri: Montechiaro d’Asti
Tel: 0141/999137

La vista che si gode e' incantevole. Intorno alla collina di Camerano, come fa l'acqua percossa da un sasso, s'allargano in circolo, sempre piu' fuse e sfumate, innumerevoli colline, che, dopo aver fatto a gara d'altezza battono contro l'anfiteatro delle Alpi e sopra s'incurva il piu' aperto cielo che si possa desiderare. Le vigne allineate sulle coste, i prati in fondo alle valli, le stradette sperdute fra gli alberi, le case tranquille hanno colori lieti e delicati; e tutto immerso in una luce calda azzurrina, con un brillio vivacissimo qua e la, che sembra il tremulo riso dell'aria e muove un poco l'armoniosa serenita' dei luoghi.
Nell'immobile crepuscolo il paese, le vigne, i boschi che di giorno erano apparsi separati e distinti, si saldano improvvisamente insieme e sparivano compatti nell'oscurita'.
Cancellate le colline e le valli la terra diventa immensa. Un chiarore leggero che cominciava ad orlare le Alpi presso il Rocciamelone, inargentando alcune nuvole basse, rivelavano la prossima luna. Qualche stella filante, rapida e tortuosa, attraversava come un serpente di fuoco il cielo, al suo guizzare, le altre impallidivano, poi scintillavano. Era la vigilia della festa di San Lorenzo, protettore del paese di Camerano...

(A. Gatti "La Terra")
CENNI STORICI

Riferendosi al suffisso dei nomi, alcuni ritengono Camerano di origine romana e Casasco di origine ligure. Camerano è citato in una carta dell’anno 875, è ricordato nel diploma concesso il 26/01/1041 all’imperatore Enrico III a favore della chiesa di Asti. Di Casasco si fa cenno in una carta del gennaio 899. Incertezze esistono intorno all’epoca in cui gli Asinari diventano signori di Camerano e di Casasco. Al 1345 risalgono le prime notizie intorno alle più antiche Chiese di Camerano.

TERRITORIO

E’ stato ritrovato un giacimento paleontologico rappresentato da strati fossili della struttura sedimentaria facente parte del “Bacino Pliocenico Astiano” in località Valle delle Noci, sottoposta a vincolo da parte del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali. La Soprintendenza Archeologica di Torino stabilì che l’area si collega alla zona già sottoposta sotto tutela nell’ambito della Riserva Naturale di Valle Botto e Valle Andona.

TESTIMONIANZE D'ARTE

La parrocchiale di Camerano conserva al proprio interno un'esuberante decorazione a stucco che riveste il presbiterio, l'abside e le quattro cappelle laterali. Il cantiere che oggi si presenta costituisce un primo lotto di lavori all'interno di un progetto globale di restauro dell'edificio.
In origine la parrocchiale era sotto il patronato dei conti Asinari, signori di Camerano, un ramo illustre della famiglia astigiana in rapporto con la corte sabauda. Si deve a Margherita e a Francesco Asinari la ricorstruzione dell'edificio che il visitatore apostolico Peruzzi vede appena ricostruito nel 1585, anno in cui il conte viene nominato da Carlo Emanuele I ambasciatore presso la Repubblica veneta. Alla moglie Margherita de Maino si deve un cospicuo legato destinato agli altari, costantemente ricordato dai visitatori vescovili a partire dal 1627 quando il vescovo Broglia vede le quattro cappelle tuttora esistenti intitolate a San Carlo Borromeo, all'Annunciazione, a San Francesco d'Assisi e alle Vergini martiri. E' evidente l'aggiornamento devozionale seguito alla canonizzazione di Carlo Borromeo nel 1610, cosi' come la volonta' da parte della vedova di onorare il marito intitolando una cappella a San Francesco d'Assisi. E' presubilmente dunque che la decorazione delle cappelle sia stata realizzata nel secondo decennio del secolo e magari ultimata prima della morte della contessa nel 1622.
Gli stucchi al momento del restauro si presentavano ricoperti di quattro strati di ridipinture gia' individuati nel corso della estesa campagna di saggi stratigrafici eseguita nell'ambito del progetto di restauro dell'edificio curato dall' arch.to Francesco Novelli (Torino).
Ogni strato corrisponde ad una campagna decorativa o di rimaneggiamento che a partire dal tardo Settecento ha aggiornato l'aspetto interno della chiesa comportando anche integrazioni murarie e l'inserimento di nuovi arredi come la cantoria.
Il restauro, condotto dal laboratorio Rava di Torino, ha comportato dunque la eliminazione di tutti gli strati di ridipinture per mettere nuovamente in luce la superficie originaria del modellato a stucco: sono cosi' nuovamente riemersi gli sgargianti colori delle riquadrature marmoreggiate delle pareti e delle nicchie animate da figure a tutto tondo, le eleganti finiture dei partiti decorativi eseguiti con una tecnica di alta maestria, l'attenzione ai dettagli descrittivi e al tono "comunicante" delle figure. Proprio queste ultime, soprattutto nelle scene raffigurate alla sommita' degli altari, dimostrano da parte dell'autore una particolare attenzione all'umanita' dei personaggi, individuati nella loro fisionomia.
Non e' facile oggi dare un nome all'equipe di stuccatori attivi nelle quattro cappelle, che si distingue stilisticamente dall'autore del ciclo che riveste il presbiterio e l'abside. L'impostazione classicista delle pareti decorative, ancora di intonazione tardo manierista, si accompagna a parti figurate di grande impatto scenico ma formalmente meno curate. Gli studi sono attualmente in corso, orientati, viste le frequentazioni del committente con la corte torinese, verso l'ambito di stuccatori luganesi attivi un decennio piu' tardi per la famiglia ducale.

MANIFESTAZIONI

Alcune manifestazioni caratterizzano le varie stagioni: a primavera si svolge la festa dei prati in fiore. Durante il periodo estivo, è privilegiata la notte di San Lorenzo per i festeggiamenti patronali. Consolidata tradizione è ormai la festa dell’uva, che dà prova dell’importanza di questo settore per l’economia del paese.

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