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COMUNE DI BUBBIO

Bruno Comune di Bubbio
Via Cortemilia 1
Tel: 0144/83502
Sindaco: Stefano Reggio
Abitanti: 938
Altitudine: 224 s.l.m.
Carabinieri: regione Giarone 1
tel: 0144/8103

http://www.comune.bubbio.at.it
E-mail: bubbio@reteunitaria.piemonte.it

CENNI STORICI
Il primo documento su Bubbio risale al 1142, anche se il luogo era già abitato in epoca romana. Bubbio appartiene a Bonifacio Minore di Cortemilia, figlio di Bonifacio Mar chese del Vasto. Nel 1205 Bubbio viene ceduto a Manfredo II di Saluzzo per 200 lire!
Nel XIII secolo si configura l'aspetto attuale del paese intorno alla via maestra Via Magistra loci Bubii.
Nel 1300 Bubbio appartiene al marchese di Saluzzo e poi a quello del Monferrato.
Nel 1321 Oddone IV del Carretto, figlio di Manfredo Il donava ad un certo marchese Nano di Ceva anche la quarta parte di Bubbio, insieme ad altri possedimenti. Dopo pochi anni, tuttavia, Bubbio risulta nuovamente sotto il dominio di Manfredo III, figlio di Manfredo II.
Un diploma di Carlo IV del Lussemburgo del 1355 conferma a Giovanni di Monferrato l'investitura di tutte le terre appartenenti ai discendenti di Aleramo, tra cui anche Bubbio.
Nel 1464 Bubbio ottiene gli Statuti proprii comunali (conservati ancora nella Biblioteca reale di Torino) dai quali sono evidenti le attività agricole e artigianali cui; dedicava la popolazione. Bubbio ostacola con ogni mezzo i Savoia e nel 1615 tenta di impedire il passaggio delle truppe sabaude.
Nel quadro europeo della pace seguita alle guerre di successione, il 7 luglio 1708 l'imperatore Giuseppe I aggrega il Monferrato al Piemonte. Il nuovo ordine territoriale determinato dall'unificazione del Piemonte viene interrotto solo dalla parentesi napoleonica, in cui anche Bubbio ebbe a soffrire il passaggio di vari eserciti.
All'epoca dell'annessione ai domini sabaudi il paese versava in una situazione di grave crisi: la popolazione, prima assai più numerosa, era scesa nel 1774 a 1035 abitanti pur non venendo mai meno i servizi essenziali, come la scuola. Un certo don Sebastano Sicia, maestro e prete, viene pagato lire 200 per il suo operato da giugno 1736 a tutto marzo 1737. Nell'Ottocento le cose migliorano decisamente, al punto che nel 1848 i Bubbiesi sono già 1402.
La situazione si mantiene invariata fino al secondo dopoguerra. Sono numerosi i Bubbiesi caduti nelle guerre mondiali, come ricorda il bel monumento posto nei giardini pubblici.
Come in altri paesi dei dintorni, Bubbio sviluppa un'agricoltura di avanguardia, soprattutto nel settore viticolo ed enologico e successivamente vede l'apertura di uno stabilimento industriale per la lavorazione di acciai che rappresenta un notevole polo occupazionale per la valle.

TERRITORIO – ECONOMIA

Bubbio ha mantenuto intatte alcune importanti caratteristiche urbanistiche, con le vecchie case disposte ai lati della trecentesca Via Maestra, delimitata dal castello e dalla chiesa parrocchiale, e una serie di contrade, vicoli e scalinate che creano scorci suggestivi e angoli di pietra dimenticati dal tempo. E’ terra da sempre vocata alla viticoltura tanto che qualcuno vede nella origine del suo nome l’allusivo aggettivo “Bibilus”.

TESTIMONIANZE D’ARTE

Chiesa parrocchiale dell' Assunta. È stata edificata tra il 1750 e il 1779 su progetto degli architetti Pedrotta e Del Carretto. L'edificio riprende lo schema esagonale con cappelle ovali compenetranti disposte secondo le diagonali. La facciata, sobria pur nell' andamento modulato e mosso tipico dello stile barocco, è in mattoni a vista, come le migliori creazioni del barocco piemontese. Il portale è inserito in un disegno comprendente due false colonne, pure in mattoni, e un architrave a emicido sporgente. Sul lato di sinistra svetta il campanile, intonacato in giallo, con cuspide a bulbo. L'interno, maestoso e raccolto al tempo stesso, è a pianta grosso modo esagonale, con gli angoli smussati, aperti in cappelle, tanto da dare al fedele l'idea della circolarità. In effetti la parrocchiale di Bubbio è l'unica tra le chiese della valle a non insistere sull' asse orizzontale, ma a far perno con tutta la pianta sul punto centrale. È a una sola navata, tanto larga quanto lunga, con cinque esedre occupate da altrettanti altari. Altri due altari si trovano a destra e a sinistra dell'altare maggiore. Quello di sinistra è dedicato alla Madonna Assunta, patrona della parrocchia dal 1779, con una bella tela probabilmente del Gorzio. Gli altri altari sono dedicati a San Giuseppe da Copertino, San Giuseppe morente (a sinistra), alla Madonna di Pompei, alle Anime del Purgatorio (a destra). Due bei pulpiti lignei serviti un tempo per dispute teologiche e sermoni al popolo, si appoggiano a due piloni, all'incirca a metàdella chiesa. Ai lati dell'altare si trovano due matronei e nell'abside di fondo pregevoli affreschi di L. Morgari di Asti, rappresentanti la Tentazione di Gesù e Gesù sul Monte degli Ulivi. Il fonte battesimale, scolpito in legno, è posto in una nicchia separata, sulla parete destra della chiesa. Monumentale è l'organo di forme barocche, di cui è stata completata all' epoca solo la facciata a vista.

Castello. Dell' antico maniero duecentesco - che seguì gli stessi passaggi di proprietà del feudo - oggi non rimane praticamente nulla. Con la presa del potere degli Spagnoli, nel 1639, subì gravi e irreparabili danni. Dalla distruzione si salvò soltanto l'antica torre che dal lato di ponente difendeva il paese come sentinella avanzata. I ruderi passarono poi in proprietà alla marchesa Maria Eleonora Cacherano Crivelli Scarampi Provano, la quale lo alienava, tra il 1783 e il 1787, al signore di Bubbio Annibale Galvagno, esponente dell'illustre famiglia che fin dal 1766 aveva acquisito, con regia patente di infeudazione, la quarta parte del feudo per la somma di 6200 lire. La parte abitativa venne ricostruita in stile neomedioevale nel XIX secolo e si presenta oggi come una elegante, signorile dimora, con ampie sale affrescate, locali di rappresentanza e un bel parco posto sopra uno sperone di roccia a strapiombo sul fiume. Di proprietà privata, il castello viene aperto ogni anno in occasione della festa del Polentone, la prima domenica dopo Pasqua, per la partenza della sfilata storica.
Oratorio dei Disciplinati. Conserva una bella facciata barocca - purtroppo in precarie condizioni - e un portale settecentesco in legno intagliato. A fianco, un antico locale con volte a botte viene adibito a cantina pubblica in occasione di fiere e manifestazioni.
Casa Sizia. È stata costruita nel secolo scorso, tutta in pietra viva e mattoni con elegante portale sovrastato da un artistico portichetto ornato da un putto in terracotta.
Un bell'esempio di stile eclettico, che si aggiunge a quelli rappresentati da alcune chiesette e cappelle campestri sparse sulle colline.
Numerose sono le chiesette e cappelle campestri: la cappella di San Grato a pianta ottagonale e costruita nel 1888, ma anche la cappella privata della famiglia Sizia, dedicata a Nostra Signora delle Grazie e a San Pio V.
Di altre piccole cappelle come quella di San Luigi, Sant'Ippolito, Sant' Antonio, Santo Spirito, Nostra Signora di Oropa, Santo Rosario non esiste documentazione certa, ma la loro origine è sicuramente antica.

 

MANIFESTAZIONI

Sagra del Polentone
1a domenica dopo Pasqua 

 
Alla scoperta dei sentieri di Bacco Camminata enogastronomica
Metà luglio
 
Giro ciclistico Comunità Montana
Metà agosto 
 
Festa delle Figlie e disfida dei borghi
1a domenica di settembre
 
Festa annuale AVIS
Dicembre
 
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